Anno XVII, n. 191
dicembre 2021
 
Un editore al mese
Città del Sole: una cura
per libri e lettori
Saggi e narrativa insolita,
oltre che spazi “aperti”
di Maria Chiara Paone  
Chi ci conosce sa quanto apprezziamo i piccoli e medi editori che cercano di farsi strada nel mondo della filiera del libro e che utilizzano ogni mezzo a loro disposizione per far conoscere dal pubblico il proprio lavoro, oltre al proprio catalogo. In quest’ultimo anno ciò non è stato possibile con il divieto di fiere e manifestazioni quindi speriamo di fare del nostro meglio permettendo a voi lettori di conoscere alcune di queste realtà.
Tra di esse vi è Città del Sole edizioni, con sede a Reggio Calabria e fondata da Franco Arcidiaco e Antonella Cuzzocrea nel 1997. Abbiamo già parlato di questa casa editrice – che è anche una delle maggiori partner della nostra agenzia – con un primo articolo dedicato scritto da Maria Grazia Franzè nel 2008 e uno di aggiornamento nel 2013 a firma di Francesca Ielpo (consultabili qui e qui), ma abbiamo deciso di allargare ulteriormente il focus su questa attività che attualmente è sempre più trasversale.

Uno spazio “aperto” alla contaminazione
Sicuramente una delle novità di questi ultimi anni per Città del Sole è stata l’apertura dello Spazio Open, una libreria indipendente situata in pieno centro storico a Reggio, che ha funzioni di spazio culturale in cui si svolgono anche eventi e presentazioni. Un’iniziativa che è dovuta venire a mancare per cause di forza maggiore in quest’ultimo anno ma che ha ripreso a pieno ritmo proprio recentemente, riportando così in primo piano il rapporto personale e personalizzato tra lettore, autore ed editore (oltre che libraio).
Anche Arcidiaco e Cuzzocrea affermano: «Il 2020 appena terminato è stato un anno difficile, ma anche un anno in cui le storie ci sono state compagne di viaggio, di soste e di pensieri. Ma soprattutto hanno aperto i nostri orizzonti, anche se troppo spesso ci siamo ritrovati “chiusi” tra le mura delle nostre case. […] Nel 2021 vogliamo partire proprio da qui: dai libri, dai loro autori e da voi, lettori che nulla può sconfiggere»[1].

Saggi e narrativa con un occhio alle proprie terre
Ci sono, certamente, anche nuovi titoli pubblicati e in questa sede ve ne consigliamo qualcuno. Come già accennato, Città del Sole punta molto sulla saggistica, cercando di esplorare questioni scottanti da più angolazioni, spesso inedite e sorprendenti.
Un tema importante è quello della mafia, che spesso viene visto come teatro di “storie” di cui molte persone e città sono purtroppo protagoniste ma raccontate rimanendo sempre sulla superficie: non è così che accade in Così parlano le mafie. Viaggio nei linguaggi mafiosi di ieri e di oggi (pp. 144, € 14,00) di Lara Ghiglione, in cui si analizza e si mette al confronto il linguaggio delle più grandi organizzazioni mafiose d’Italia, entrando così in contatto con un elemento assolutamente fondamentale, quello della comunicazione. Ci sono alcune interviste che permettono di leggere il fenomeno da varie prospettive, come quella della magistrata Anna Canepa (che firma anche la Prefazione a questo volume), oppure del direttore della Dia, il generale Giuseppe, o ancora del giornalista d’inchiesta Paolo Borrometi.
Rimanendo sempre nella saggistica in cui si esplorano comunicazioni più insolite è da consigliare lo studio su Corrado Alvaro e il cinema. Una magnifica ossessione (pp. 496, € 24,00) di Maria Cristina Briguglio e Giovanni Scarfò in cui si racconta della passione totalizzante che il celebre scrittore aveva per questo mezzo di comunicazione, al punto da scriverne ogni volta che poteva, per oltre un trentennio, fino a qualche mese prima della sua morte.
Accanto alla classica narrativa c’è spazio anche per la poesia, che abbia un messaggio ben preciso. Tra i titoli che rispondono a questa caratteristica c’è la raccolta Noi meridionali siamo lamentosi (Paradicsi) (pp. 128, € 12,00) in cui dalla penna di Marcello Gombos nasce un omaggio all’orgoglio meridionale, una poesia politica che sembra prendere spunto da Yeats e la sua Irlanda, prima colonia dell’Impero britannico, immiserita e bistrattata e in seguito risorta, che viene presa come modello dell’ex Regno delle Due Sicilie, che è diventato dopo numerose vicissitudini un tormentato Meridione italiano. Gombos canta l’amore per la propria città, Napoli, la rabbia e il dolore per alcune situazioni attuali ma anche la speranza che nel futuro qualcosa possa cambiare.
Come si può vedere nonostante sia un’azienda davvero avviata, Città del Sole ha ancora molto da dire e da far conoscere, con la voglia di adeguarsi ai tempi che corrono ma senza dimenticare i suoi valori e la sua mission.

[1] vd. mediterraneinews.it/2021/01/06/spazio-open-di-reggio-calabria/ .

Maria Chiara Paone

(direfarescrivere, anno XVII, n. 186-187, luglio-agosto 2021)
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