Nascosto. Segreto. Proibito. Basta entrare in una qualsiasi libreria e farsi un giro tra gli scaffali delle novità per rendersi conto della quantità di testi che riportano almeno uno di questi aggettivi in copertina, preferibilmente nel titolo dell’opera. Un fenomeno, questo, assai curioso da osservare in un’epoca storica in cui il sapere scientifico sembra aver varcato ormai qualsiasi frontiera. In una società dell’immagine, del tutto (o quasi) dipendente dai social network, una rete globale dove tutti possono sapere tutto di tutti, dove il “vedere” ha pressoché sbaragliato la concorrenza di ogni altro senso umano, vincendo anche sul “sentire”, nel senso di “provare”, “percepire”.
Accorgerci che intorno a noi esiste ancora qualcosa di nascosto, di segreto, di proibito, ci fa paura da sempre e nella lotta secolare tra razionale e irrazionale (simboleggiati da luce e buio) abbiamo parteggiato via via più propensamente per il primo: forse per un semplice atto di superbia, poiché la ragione è ciò che ci distingueva dagli animali, o forse per il desiderio di avvicinarci alla conoscenza divina, chissà? Comunque sia, tutto ciò che è occulto, celato, interdetto continua a spaventarci e insieme ad affascinarci ancora oggi e l’editoria sembra cavalcare l’onda sfornando una narrativa e una saggistica sempre più indagatrici.
Nei consigli di lettura che vi proponiamo in questo numero di maggio di direfarescrivere, cercheremo parimenti di sondare terreni inesplorati o conosciuti soltanto parzialmente.
In primo piano Veronica Di Gregorio Zitella vi farà strada tra le rovine della Città Eterna con una recensione dell’ultimo libro di Salvatore Spoto pubblicato da Città del sole: L’altra Roma. Racconto di un viaggio tra i misteri del passato alla scoperta dell’alba del presente. Scoprirete il lato orientaleggiante del fascino di Roma che probabilmente non conoscevate, immergendovi in atmosfere inedite, originate non solo dai fasti imperiali ma anche da una straordinaria e a volte penosa quotidianità.
Nell’articolo proposto da Francesca Ielpo e Cecilia Rutigliano nella rubrica Questioni di editoria, potrete addentrarvi nell’analisi di un saggio molto controverso, edito da Firenze Atheneum, intitolato Stanno uccidendo il libro. Editoria a spese di alcuni amici, in cui Giorgio Maremmi prende le parti dell’editoria a pagamento, offrendo un punto di vista certamente interessante, anche se da noi non condiviso.
Per La cultura, probabilmente, guidati dalla fina penna di Guglielmo Colombero, potrete percorrere il ripido e accidentato sentiero della ricostruzione di un noto caso giudiziario: il giornalista Francesco Kostner, attraverso la testimonianza dell’avvocato Enzo Paolini, elabora un dettagliato resoconto delle clamorose vicende che coinvolsero un celebre uomo politico italiano, in un volume pubblicato da Rubbettino: Agguato a Giacomo Mancini. Storia di un processo per ’ndrangheta senza prove.
Nella rubrica La recensione libraria, vi proponiamo invece un articolo a firma di Sara Meddi, che ha letto per noi una singolare raccolta di racconti di Italo Ghirigato, Amori clandestini, edita da Sovera, che getta uno sguardo obliquo e tutto da scoprire sul tema amoroso, osservato dal punto di vista della clandestinità.
Per Un editore al mese, Angela Patrono vi parlerà di Eremon, una delle realtà editoriali che più di altre si occupa di misteri della conoscenza umana e di verità nascoste della Storia.
Ringraziamo, come sempre, i collaboratori e, in particolar modo, i curatori di rubrica, Francesca Buran, Patrizia Piperis, Cecilia Rutigliano e Annalisa Scifo, e vi auguriamo buona lettura e… buona ricerca della verità!
Graziana Pecora
(direfarescrivere, anno VIII, n. 77, maggio 2012)
EDITORIALI PRECEDENTI
Un fervido inizio di primavera
con la varietà delle nostre letture
di Graziana Pecora
Il numero di aprile di direfarescrivere è un po’ come un bel prato fiorito, tipico della stagione primaverile appena cominciata. Forse, a prima vista, i colori potranno non sembrare tanto vivaci da destare in chi lo guarda un subitaneo sentimento di allegria. Ma non è tanto per il fascino esteriore delle sue tinte che questa puntata della nostra rivista vuol rendersi attraente al lettore, quanto piuttosto per la varietà dei suoi temi e la “fertilità” degli argomenti proposti in ciascun articolo (come sempre capita, del resto).
Non ci dilungheremo, pertanto, in molti preamboli questo mese, ma esorteremo i nostri lettori a “passeggiare” nel nostro prato, così come si fa ai primi frizzanti tepori primaverili, per annusare i profumi di ogni singolo fiore… nella speranza, ovviamente, che non ne siate allergici!
Apriamo con la recensione, a firma di Cinzia Ceriani, di un pregevole libro di Antonella Colonna Vilasi, Mafie. Origini e sviluppo del fenomeno mafioso, edito da Dissensi. Il testo vanta la Premessa del noto magistrato Giuseppe Ayala, nonché l’intervento in Appendice di Salvo Vitale, e ripercorre la storia delle mafie per arrivare, anche con l’ausilio di autorevoli documentazioni, al ricordo delle stragi più recenti, rimarcando sempre – qualora ce ne fosse ancora bisogno – che la diffusione della criminalità organizzata è un fenomeno da combattere. E conoscerlo di certo aiuta molto in questa lotta.
Nella rubrica Questioni di editoria ci soffermeremo, insieme ad Angela Patrono, sul fondamentale tema della comunicazione nei luoghi di lavoro, affrontato da Italo Ghirigato nel suo Comunicazione efficace. Per chi si occupa di salute e sicurezza sul lavoro pubblicato da Edizioni lavoro. Un libro che insegna a relazionarsi con colleghi, superiori e subalterni, non solo per stabilire rapporti più umani, ma anche per migliorare la produttività in azienda.
Per La cultura, probabilmente, Eliana Grande ci illustra un innovativo saggio edito da D’Ettoris e intitolato Eva, Venere e Minerva. Il potere della donna, in cui l’autrice, Nicoletta Hristodorescu, rilegge in chiave moderna, attraverso rimandi biblici e mitologici, la complessità della psiche femminile.
Nella rubrica La recensione libraria Maria Assunta Carlucci ci presenta il romanzo d’esordio di Luca Di Persio, Momento zero, edito da Elliot, fatto di vicende dalle tinte fosche che reinterpretano in maniera fantasiosa un punto oscuro della Storia, inventando un presente singolare e sinistro.
Infine, per Un editore al mese, Francesca Ielpo ci narra il suo incontro con Andrea Iacometti, direttore commerciale di Sovera, una casa editrice di qualità con un catalogo ricchissimo, che si muove con disinvoltura in tutti i generi letterari, senza dimenticarsi degli esordienti.
Un grazie sentito a tutti i collaboratori e, in modo particolare, ai capirubrica, Francesca Buran, Patrizia Piperis, Cecilia Rutigliano e Annalisa Scifo, che hanno dato il massimo anche per questo numero della rivista. Buona lettura a tutti!
Graziana Pecora
(direfarescrivere, anno VIII, n. 76, aprile 2012)
L’uomo al centro della società
per un futuro più giusto e pacifico
di Graziana Pecora
Nel mese in cui ogni anno si commemora la giornata internazionale della donna, non possiamo non soffermarci un attimo sulle violenze e le ingiustizie che tuttora vengono perpetrate, nel mondo, a danno non solo della compagine femminile ma di tutti coloro che, per un motivo o per un altro, non possiedono alcun potere decisionale in merito al proprio destino di essere umano.
Se si pensa che la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, redatta e siglata nel 1948 in seguito alla costituzione dell’Organizzazione delle nazioni unite (a cui aderiscono oggi 193 nazioni su 202), si compone di articoli presentati come «ideali da raggiungere» e non come norme giuridiche che producono doveri per gli stati e, quindi, diritti per le persone, ci si rende conto di quanta strada ci sia ancora da percorrere per combattere le più disparate prevaricazioni di alcuni esseri umani su altri. Non si dimentichi, inoltre, che le violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo non si verificano soltanto in quei paesi cosiddetti del “terzo mondo” o del tanto dilaniato Medioriente, dove una lunga storia di regimi militari o di teocrazie integralistiche hanno vessato, o vessano ancora, le popolazioni assoggettate. Spesso nemmeno le grandi potenze occidentali, purtroppo, si sottraggono ad atti oltraggiosi di tali diritti. Basti solo pensare, per restare a “casa nostra”, alla recente condanna dell’Italia da parte della Corte europea di Strasburgo, che ha sancito l’irregolarità dei respingimenti, avvenuti nel 2009, di alcuni immigrati somali ed eritrei provenienti dalla Libia, i quali dovranno pertanto essere risarciti, così come tutti coloro che, per le stesse motivazioni, presentassero ricorso alla stessa Corte. Un episodio, questo, assai vergognoso, naturalmente, per un paese membro del G8 e che si considera “avanzato” sotto tanti aspetti. Ma lasciamo ai lettori la libertà di fare le proprie considerazioni in merito.
A proposito di pagine buie della storia umana – da tener ben presenti per proseguire, in avanti, il cammino dell’uomo verso il miglioramento e il rispetto degli altri – proponiamo, in questo numero di marzo della nostra rivista direfarescrivere, alcuni articoli di approfondimento storico-culturale che prendono spunto, come sempre, dalle nostre letture.
In apertura, il romanzo storico La fonte di Mazzacane di Enzo Antonio Cicchino, edito da Laruffa, ambientato in un tormentato paesino di provincia, nel Molise del Secondo dopoguerra, dove i ricordi atroci del conflitto mondiale risuonano ancora invadendo gli spazi più intimi dei suoi personaggi: Giovanna Bruco, pedagogista relazionale e scrittrice fiorentina, ne indaga magistralmente le riuscite tecniche linguistiche e le sottintese sottigliezze e implicazioni, anche psicologiche, in una lunga e approfondita analisi.
Per la rubrica La recensione libraria, proponiamo, con Alessandra Prospero, un’interessante indagine condotta da Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani, confluita poi nella stesura di un testo pubblicato da Sovera edizioni e intitolato Un mostro chiamato Girolimoni. Il libro ripercorre la storia di un eclatante errore giudiziario commesso durante il Ventennio fascista, che vide l’accusa e l’incarcerazione – per stupro e omicidio di sette bambine – di un uomo innocente, il cui nome rimase, per decenni, tristemente legato a quegli episodi sino a diventare, specialmente tra la popolazione romana, sinonimo di violentatore e pedofilo.
In Questioni di editoria potrete leggere la recensione, scritta da Pamela Quintieri, del saggio Il libro nero della pubblicità, edito da Iacobelli, in cui Adriano Zanacchi si interroga sui risvolti etici dei messaggi pubblicitari e sulla loro influenza e invadenza nella vita quotidiana dei fruitori.
Per La cultura, probabilmente, invece, Francesca Rinaldi ha messo a confronto due romanzi, apparentemente diversi, scritti entrambi a quattro mani da Vittorio Salvati e Paola Cerana e pubblicati da Edizioni sabinæ, Schegge d’amore rosso dieci e Il diario proibito di Adamo & Eva: si parla di passione e di delitti, di amore e di archetipi religiosi e culturali.
Infine, nella rubrica Un editore al mese, potrete fare un viaggio, accompagnati da Maria Grazia Franzè, nell’universo della casa editrice Csa, che con i suoi mille interessi dimostra di non voler tralasciare alcuna branca del sapere, dando inoltre ampio spazio ai giovani (e non) esordienti.
Dopo tutti questi spunti, non mi resta che augurare a tutti una buona lettura, oltre a ringraziare, come ogni mese, i collaboratori di redazione e le curatrici di rubrica, Francesca Buran, Cecilia Rutigliano e Annalisa Scifo, che meritano – permettetemelo! – uno speciale e simbolico rametto di mimosa.
Graziana Pecora
(direfarescrivere, anno VIII, n. 75, marzo 2012)
Una Storia, tante storie.
Leggere per riflettere
di Graziana Pecora
La Storia, spesso, è considerata, perlomeno dagli scrittori di narrativa, uno strumento per descrivere la realtà contemporanea; un mezzo per rivelare, nascondendolo, un parallelismo magari scomodo tra il passato e il presente; un modo, anche, per sottolineare l’universalità di temi e sentimenti che attraversano immutati i secoli. Per dirla con un gioco di parole, il presente spesso riflette il passato e il passato è utile per riflettere sul presente. Concetto valido nel mondo reale e a maggior ragione in quello della finzione, dove esso è voluto, cercato, consapevolmente predefinito.
In questo numero di direfarescrivere, la Storia e la riflessione sul mondo contemporaneo sono presenti soprattutto in tre articoli. In apertura, un romanzo storico di Santino Oliverio, edito da Città del sole e presentato attraverso la Prefazione di Salvatore Reale, che ripercorre le vicissitudini di Giovanni Galeni, personaggio leggendario del Cinquecento conosciuto, tra i vari soprannomi, come Uccialì. Con la sua duplice ambientazione geografica – ma anche storica, per il sapiente intreccio di storia personale e storia collettiva –, il romanzo è un’occasione per interrogarsi sull’essere umano dal punto di vista sociale, culturale, antropologico e religioso.
Nella rubrica La recensione libraria troverete l’analisi a firma di Guglielmo Colombero di un altro romanzo storico, scritto dal giornalista Luigi Michele Perri per Rai Eri e vincitore del Premio letterario “NarreRai” del 2011. Le vicende “gattopardesche” raccontate nel libro non possono non farci pensare a quell’immobilismo politico e sociale ancora così drammaticamente attuale nella nostra penisola.
Per La cultura, probabilmente proponiamo un articolo di Maria Saporito che ha letto per noi un interessante testo pubblicato da Sovera sulla storia recente del cinema italiano, in cui il curatore Simone Isola fa un’amara considerazione sulla mancanza di coraggio dei produttori del Belpaese, che troppo spesso, in nome del profitto sicuro, puntano su generi ben avviati anche se di scarso livello a discapito dei film di qualità.
In Questioni di editoria torniamo a parlare di consigli pratici ad uso e consumo degli scrittori, con un manuale curato da Chuck Sambuchino in collaborazione con gli editori del celebre Writer’s Digest. Come ben ci illustra Antonietta Zaccaro nella sua recensione, il testo suggerisce come presentare se stessi e la propria opera alle case editrici in modo efficace.
Per Un editore al mese Francesca Ielpo ci introduce nel mondo di Edizioni la rondine, da sempre attenta all’educazione di adulti e ragazzi con le sue pubblicazioni pedagogiche, ma anche con romanzi, favole e racconti.
Anche questo mese, ringrazio tutti i collaboratori di redazione per la cura e la diligenza del loro lavoro e, in particolar modo, i curatori di rubrica, Francesca Buran, Cecilia Rutigliano, Annalisa Scifo e Mirko Scilla. Un ringraziamento speciale va ai lettori che ci seguono ogni mese e anche a quelli che hanno cominciato ora. Auguro a tutti una buona lettura!
Graziana Pecora
(direfarescrivere, anno VIII, n. 74, febbraio 2012)
Tanti auguri e tanti articoli…
per un sereno 2012!
di Graziana Pecora
Le luci natalizie cominciano lentamente a spegnersi e la vita riprende pian piano il suo corso abituale, con il passo incerto e gli occhi sognanti di chi ha da poco espresso qualche buon proposito per il nuovo anno. Direfarescrivere tenta, questo mese, di prolungare ancora un po’ – speriamo almeno fino all’Epifania, che è rivelazione… e qualche volta anche disillusione! – l’atmosfera trasognata e spensierata delle Feste. Senza però mai rinunciare del tutto a far riflettere i suoi lettori. Lontana da ogni superstiziosa e catastrofica ipotesi di (im)probabile derivazione maya e sempre, invece, fortemente aderente alla realtà e consapevole delle responsabilità quasi esclusivamente umane di certi possibili futuri eventi, la nostra redazione si è concentrata questo mese sul senso di transizione che ogni nuovo anno – e forse questo in particolare – infonde nell’animo umano e che porta inevitabilmente con sé sogni, speranze, desideri e aspettative. D’altronde, è un po’ a questo che la stessa parola “auguri”, che ci scambiamo in questo periodo dell’anno, fa riferimento.
Le proposte di lettura che troverete in questo numero, infatti, vi faranno inoltrare in quel limbo senza tempo tipico degli adolescenti, degli inesperti, dei sognatori, dei viaggiatori, che magari hanno già alcuni – pochi – punti fermi e che scoprono una nuova dimensione, ancora sconosciuta, spesso disincantata ma non per questo necessariamente peggiore della situazione di partenza. L’unica cosa certa è che sarete catapultati in un luogo di transizione, in un tempo in trasformazione… in un non-tempo o non-luogo – o forse tutti e due – in cui tutto è ancora ambiguo, sospeso, come il 2012 appena iniziato.
Tornerete un po’ ragazzini, o forse vi farete un po’ genitori, leggendo l’articolo di apertura a firma di Angela Patrono, che presenta Il lupo è veramente cattivo di Angela Barbieri, edito da Città del sole. Il romanzo vuole essere la rivisitazione di una nota fiaba e il suo punto di partenza è un rovesciamento degli archetipi prodotti dall’antica cultura popolare in cui quella fiaba, insieme ad altre, ebbe origine. Un po’ teen fiction, un po’ family drama, la storia, al pari delle fiabe, rivelerà, nel finale, verità ineluttabili.
Classificabile come romanzo di formazione è anche Mio padre fa la donna delle pulizie di Saphia Azzedine, tradotto e pubblicato da Giulio Perrone editore, che proponiamo nella rubrica La cultura, probabilmente con una recensione di Elena Montemaggi. Una storia difficile, ma anche tenera ed estremamente giocosa e divertente, in cui il senso di alterità è insieme protagonista e nemico da combattere.
Sogni e archetipi spiccano con forza anche nei racconti che compongono il breve romanzo d’esordio di Ciro Comini, Il giardino nascosto di Lilith, da 0111 editore, fatto soprattutto di sensazioni, emozioni ma non privo di spunti di riflessione sulla realtà. Vilma Formigoni ne offre un’interpretazione nella rubrica La recensione libraria.
Per coloro i cui sogni e le cui aspirazioni risiedono, invece, principalmente nella scrittura come professione, Questioni di editoria propone un’accurata recensione, a firma di Stefania Marchitelli, del testo di Jessica Morrel Master di scrittura creativa, pubblicato da Dino Audino editore, che si configura come una vera e propria cassetta degli attrezzi per tutti gli scrittori consapevoli che il talento da solo non basta.
Infine, per la rubrica Un editore al mese, Angela Galloro presenta Rubbettino, una piccola grande realtà editoriale che, con l’autorevolezza dei suoi saggi e l’attenzione alla formazione delle giovani professionalità, senza tralasciare di gettare un occhio alle nuove tecnologie in campo editoriale, ha saputo realizzare il suo sogno di conquistarsi un’ambita fetta nel mercato librario italiano.
Come ogni mese ringrazio per il loro impegno tutti i collaboratori di redazione e, in particolar modo, i curatori di rubrica, Francesca Buran, Cecilia Rutigliano, Annalisa Scifo e Mirko Scilla.
Auguro, infine, a tutti una buona lettura e un felice 2012!
Graziana Pecora
(direfarescrivere, anno VIII, n. 73, gennaio 2012)
Cultura, istruzione, formazione:
fondamenti di una società evoluta
di Graziana Pecora
«L’educazione è il pane dell’anima. […] L’istruzione, come la ricchezza, può essere sorgente di bene e di male a seconda delle intenzioni colle quali s’adopra: consacrata al progresso di tutti, è mezzo di incivilimento e di libertà; rivolta all’utile proprio, diventa mezzo di tirannide e di corruttela».
Cominciamo così, con una citazione di Giuseppe Mazzini dai Doveri dell’uomo (1861), questo numero dicembrino di direfarescrivere. Anche se il Natale è alle porte e avremmo tutti un po’ voglia di “staccare il cervello” per dedicarci a regali e grandi abbuffate, in redazione non abbandoniamo mai del tutto le nostre riflessioni. Con l’avvento del 2012 i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia stanno per concludersi, eppure forse alcuni di noi hanno avuto l’impressione, durante gli ultimi undici mesi, che in realtà non siano mai nemmeno cominciati, complici anche le sterili se non talvolta oltraggiose polemiche susseguitesi sulla scena politica nazionale. Con l’avvicinarsi del nuovo anno, dunque, noi di direfarescrivere, che ci occupiamo di cultura, vogliamo dare il nostro piccolo contributo alla memoria di quella data così fondamentale per la Repubblica italiana. E lo facciamo ricordando le parole spese da una delle personalità di spicco del Risorgimento, Giuseppe Mazzini, appunto, a proposito di formazione intellettuale. Prima che un patriota e un politico, egli fu un filosofo e un pensatore, che affermava l’importanza dell’istruzione in quanto diritto del popolo tutto e vero strumento di democrazia e libertà. Il pensiero, all’epoca rivoluzionario, di Mazzini torna oggi per qualche motivo a essere nuovamente sprone per un cambiamento di abitudini e comportamenti di parte della società e di certa politica, che troppo spesso hanno invece svalutato, in nome di indubbi interessi personali e forse anche a giustificazione della propria impreparazione e inadeguatezza, l’importanza della formazione e dell’istruzione per una società giusta e votata al miglioramento.
È tenendo presente tale riflessione che invitiamo, dunque, i visitatori del nostro sito a leggere gli articoli pubblicati questo mese. In apertura l’annuncio della partecipazione de la Bottega editoriale alla decima edizione della Fiera nazionale della piccola e media editoria Più libri più liberi, che si terrà a Roma dal 7 all’11 dicembre e dove i “grandi” dell’editoria italiana saranno assenti per dare spazio agli oltre 400 piccoli e medi editori presenti sul mercato nazionale con i loro progetti culturali dal sempre più elevato spessore. Oltre a rappresentare gli editori Ferrari e Pancallo, l’Agenzia avrà in tale sede un’occasione in più per illustrare le proprie specifiche attività, con la competenza e la professionalità che da tempo la contraddistinguono in tutti i servizi editoriali offerti ad autori ed editori.
Ancora all’editoria e, in particolare, alle tante fasi di redazione e pubblicazione di un libro è dedicata la recensione proposta in Questioni di editoria, che prende spunto da un interessante testo edito da Giulio Perrone editore. Gira intorno ai temi della formazione e della didattica l’articolo pubblicato nella rubrica Un editore al mese, presentando una casa editrice, Armando editore, che in tale settore ha costruito la quasi totalità del proprio piano editoriale. Per La cultura, probabilmente ci siamo occupati della diffusione della lingua italiana attraverso i mezzi di comunicazione di massa, con l’analisi di un saggio edito da Armando Siciliano editore. Infine, nella rubrica La recensione libraria, presentiamo un romanzo pubblicato da La Lepre edizioni, tra le cui pagine emerge un messaggio prezioso, troppe volte trascurato: imparare dal passato quegli errori da non ripetere in futuro.
Ringraziando, come sempre, tutti i collaboratori di redazione per la professionalità dimostrata e l’impegno profuso anche questo mese, auguro a tutti una buona lettura!
Graziana Pecora
(direfarescrivere, anno VII, n. 72, dicembre 2011)
A caccia di novità e originalità:
per scrittori, giornalisti e…
di Graziana Pecora
Quando non si ha nulla di buono da dire, è meglio tacere.
Un insegnamento che vale per tutti, o perlomeno così dovrebbe ragionevolmente essere, e tanto più per chi fa della scrittura e della comunicazione un mestiere.
Viviamo un’era in cui i mezzi di interazione tra le persone sono andati moltiplicandosi con vertiginosa rapidità e in cui, anche per questo, tutti sentono di dover dire qualcosa: dai messaggi sui blog e sui social network ai video su YouTube, dalle email indirizzate alle redazioni di trasmissioni radio e tv fino all’autoproduzione di libri di ogni genere. Fin qui, dunque, eccezion fatta per la spesso scarsa qualità dei libri autoprodotti e sui cosiddetti “editori” che permettono tutto questo (su cui ci sarebbe da aprire una lunghissima parentesi), nulla di strano: per fortuna c’è ancora qualcuno che difende il sacrosanto diritto di parola, il tanto dibattuto tema – ma che ci sarà poi tanto da dibattere? – della libertà di espressione.
Mai nessuno, però, che si interroghi sull’altrettanto sacrosanto diritto di tacere. L’editoria, libraria, televisiva e giornalistica, è invasa di parole. Si fanno domande e si risponde su qualunque argomento. Ormai si chiedono pareri politici persino ai calciatori! Che, poverini, un’idea politica magari ce l’hanno anche, ma fanno pur sempre un altro mestiere…
Quando non si ha nulla di buono da dire, è meglio tacere. Dovremmo tutti cominciare a ricordarcelo. E quel “buono” molto spesso è sinonimo di “nuovo”, come chi scrive per mestiere sa benissimo. La novità è il motore di qualsiasi creazione e la promessa di tale novità favorisce notevolmente la sua fruizione. «Questo è ovvio», sento già qualcuno commentare (e mi sorge il dubbio che forse avrei dovuto tacere!). La mancanza di originalità, infatti, può essere uno dei motivi che stanno alla base del temutissimo “blocco dello scrittore”, che, nel numero di novembre di direfarescrivere, abbiamo cercato di analizzare con l’ausilio di un interessante manualetto recensito nella rubrica Questioni di editoria.
Innovazione è la parola d’ordine che ritroviamo anche nell’articolo di apertura della rivista, in cui proponiamo la Prefazione a un singolarissimo romanzo di Claudio Fiorentini in prossima uscita per Città del sole, che alle atmosfere cupe tipiche del noir aggiunge una inattesa e persistente nota metafisica.
Originali sono pure le modalità narrative dei racconti esaminati nella rubrica La recensione libraria, che curiosamente non si leggono soltanto ma si percepiscono con tutti e cinque i sensi. Così come inedito è il breve saggio, a firma di uno dei nostri più attenti collaboratori, proposto nella rubrica La cultura, probabilmente, che analizza alcune rilevanti figure femminili della Storia umana. Non dimentichiamo, infine, che spesso la novità va di pari passo con la vitalità e la giovinezza, entrambe qualità distintive della casa editrice che abbiamo deciso di recensire nella rubrica Un editore al mese.
Ringraziando tutti i collaboratori di redazione e, in modo particolare, i capirubrica per il costante impegno con il quale ogni mese si dedicano a mantenere questa “promessa di novità” e sperando che essa sia sempre di Vostro gradimento, auguro a tutti una buona lettura!
Graziana Pecora
(direfarescrivere, anno VII, n. 71, novembre 2011) |