Anno XVII, n. 191
dicembre 2021
 
Un editore al mese
Armando editore, realtà all’avanguardia
capace di anticipare le sfide del futuro
Intervista alla casa editrice per carpire i segreti
su come svolgere il ruolo al passo con i tempi
di Rosita Mazzei  
La storia dell’editoria è piena di esempi di valide realtà che hanno saputo farsi largo nel proprio campo in momenti storici particolari, spesso anche tragici. Forse, anche queste fasi così delicate e importanti sono riuscite a fungere da motore propulsore verso la realizzazione di sogni tanto affascinanti quanto pregni di speranze.
Nonostante quello che molti pensano, o che vorrebbero pensare, nel nostro Paese vi sono molteplici dimensioni editoriali che sono state generate su basi ferme e che hanno saputo, in seguito, affrontare le sfide del tempo in maniera egregia. Alcune di esse, infatti, non sono solo nate con idee innovative, ma sono state in grado di sfidare gli anni che avanzavano minacciosamente in maniera avanguardista e brillante.
«Non ho bisogno di diventare professore universitario. Io i professori universitari li creo». Queste parole, che a primo acchito potrebbero apparire indisponenti, sono state enunciate da Armando Armando, fondatore della casa editrice che è al centro di questa interessante intervista. Tale enunciato, in realtà, svela tutta la determinazione di un uomo prima, e di un gruppo editoriale poi, che ha fatto della ricerca e dell’anticipazione dei tempi il proprio vessillo di battaglia. Come verrà poi ribadito in seguito dalla nuova guida della compagnia, infatti, Armando editore è stata in grado di portare in Italia i migliori pensatori del Novecento, fino a quel momento del tutto sconosciuti tra le nostre fila.
Ecco perché è così importante rimarcare le impronte di una società che è riuscita a intuire ciò che agli altri era ancora del tutto ignoto. Perché le grandi menti sono immerse nella propria quotidianità, ma, allo stesso tempo, sanno preannunciare ciò che accadrà.

Armando editore nasce nel 1949 con l’obiettivo di formare i docenti universitari del futuro. Rispetto a questa conformazione originaria, quanto è cambiato, se è cambiato, l’approccio odierno?
Certamente il primo libro pubblicato da Armando è stato il libro di Hessen, Difesa della pedagogia, tale titolo era programmatico in merito alla volontà del fondatore di mettere l’insegnamento e la scuola al centro dei problemi del paese.

La vostra casa editrice è un’importante punto di riferimento all’interno dell’universo saggistico. Quanta cura deve esserci dietro ogni volume del genere?
La nostra casa editrice ha rappresentato e rappresenta un importante punto di riferimento all’interno della saggistica.
Facciamo sempre del nostro meglio per valorizzare le opere che ci vengono proposte cercando di essere un efficace ponte fra gli autori e i lettori.

Cosa deve avere in più un autore o un’autrice per poter aspirare a entrare a fare parte del vostro catalogo?
Certamente vengono esaminati i curricula degli autori e la loro produzione editoriale ma siamo apertissimi anche all’innovazione e ai giovani autori se hanno veramente qualcosa di originale da proporre.

Armando editore ha anche prodotto delle valide riviste in campo educativo e psichiatrico, ma non solo, a opera di importanti esperti del settore. Cosa vi proponete di far giungere al pubblico tramite suddetta divulgazione scientifica?
In passato avevamo editato 7/8 riviste scientifiche di importanza rilevante nell’ambito della nostra produzione editoriale.
Purtroppo gli strumenti cartacei si sono rivelati attualmente improponibili dal punto di vista economico-finanziario. Le nuove tecnologie hanno stravolto quel settore editoriale. Stiamo studiando nuovi sistemi di produzione e comunicazione del lavoro scientifico nei campi di nostra tradizione.

Cosa è cambiato nel mondo editoriale nel corso del tempo? E come sono cambiati gli approcci con nuovi eventuali autori?
Il mestiere dell’editore non è cambiato. Il suo compito è quello di scovare, analizzare, individuare contenuti importanti da diffondere. È sicuramente cambiata la realizzazione, la conservazione, la diffusione e la comunicazione di tali contenuti.

Cosa si aspetta il lettore quando acquista un libro che si accompagna al vostro marchio?
Noi sosteniamo che niente più di un libro accredita e conserva un pensiero. La radice della parola autore è la stessa di autorevolezza. Alla autorevolezza senza dubbio contribuisce anche il marchio che la ospita per serietà, tradizione e catalogo.

I saggi che si occupano di argomenti culturali quanto incidono nel far apprendere ai propri lettori la realtà circostante e quanto devono lavorare perché ciò avvenga?
L’ambizione dell’autore e dell’editore è che possano veramente incidere, è per questo che vengono scritti e diffusi.
La realtà purtroppo a volte risulta deludente, perché come dice il detto “la moneta cattiva scaccia quella buona”.

Sono diversi i corsi e i webinar gratuiti reperibili sul vostro sito. Quali sono le tematiche più urgenti che vengono trattate durante tali incontri?
Sono certamente le tematiche che affrontiamo anche nei libri, approfondimenti sulla realtà che ci circonda, orizzonti intellettuali, buone pratiche didattico-pedagogiche. Il convincimento che il libro in questo momento di bulimia mediatica, come la definisce Ferrarotti, resta un importante punto di riferimento.

Qual è la filosofia della vostra casa editrice?
Come traspare dalle domande precedenti, è legata alla tradizione, ma consapevole anche dell’importanza dei cambiamenti. In oltre 70 anni di storia non abbiamo mai sposato un’idea o un partito ma siamo sempre stati legati al concetto di premiare con onestà intellettuale i lavori che noi riteniamo più utili per i lettori.

È facilmente riscontrabile come la vostra casa editrice, dati anche i tanti decenni alle spalle, si sia sempre saputa mettere al passo coi tempi, riuscendone anche anticipare alcuni aspetti poi rivelatisi fondamentali. Quali sono le innovazioni più prossime che avete intenzione di apportare alla vostra realtà? Cosa devono aspettarsi i lettori?
È vero. Abbiamo sempre cercato di anticipare i tempi. Basti ricordare le pubblicazioni e la scoperta di autori che in Italia erano assolutamente sconosciuti e portavano idee nuove come Winnicot, Bion, McLuhan e tanti altri ancora o come recentemente, per esempio, i tre volumi appena usciti che parlano della scuola finlandese citata da tutti come esempio di scuola efficace e aderente ai tempi moderni ma che in realtà prima dell’uscita dei nostri libri nessuno sapeva niente. Stiamo anche effettuando alcune sperimentazioni relative all’innovazione tecnologica che riguarda i libri. Per esempio la realizzazione di “libri arricchiti”, i podcast e gli audiolibri.

Rosita Mazzei

(direfarescrivere, anno XVII, n. 182, marzo 2021)
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