Anno XV, n. 164
settembre 2019
 
Un editore al mese
Editrice il Sirente: piccola ma di grande peso,
dal cuore dell’Italia parla al resto del mondo
Tra riviste culturali e un vasto catalogo, la scelta di dar voce
ad autori e questioni d’oltremare, in particolare al mondo arabo
di Vilma Formigoni  
Nel complesso panorama editoriale italiano, la casa editrice il Sirente, con sede operativa a Roma, nasce nel 1988 a Fagnano Alto, in provincia de L’Aquila, come giovane cooperativa editoriale, composta da tre soci e sostenuta da un gruppo di amici, con l’obiettivo iniziale di dedicarsi alla pubblicazione e divulgazione di saggistica scientifica. Prende il nome dal monte Sirente che sovrasta il gruppo omonimo dell’Appennino abruzzese.
Solo a partire dal 2007, i responsabili del progetto, che peraltro non compaiono nel sito Internet (www.sirente.it), decidono di ampliare l’offerta editoriale con la creazione di collane di letteratura e di giornalismo d’inchiesta.

Le collane
Vediamo ora di prendere in esame le collane progettate dagli editori.
Fuori propone testi narrativi di autori francesi e inglesi i cui contenuti sono alquanto eterogenei, perché spaziano dal tema dell’identità e del declino della cultura europea a riflessioni sul sistema carcerario fascista fino a una storia di rock’n’roll anarchica che supera i confini geografici.
Con la collana Altriarabi la casa editrice conferma attenzione e sensibilità nei confronti del mondo arabo contemporaneo proponendo testi di autori di lingua araba tradotti in italiano. Abbas Khider, nato a Bagdad, è uno di quelli presenti e con I Miracoli racconta di un magnifico ponte tra Oriente e Occidente, costruito sulla falsariga di una dolorosa esperienza personale vissuta in una prigione irachena per motivi politici. Questa collana è particolarmente ricca di autori e i temi trattati sono di un’attualità tale che è stata arricchita dalla sottocollana Altriarabi migrante. Appare opportuno sottolineare che in questo progetto editoriale, accanto alla cosiddetta letteratura d’inchiesta, troviamo romanzi che sono testimonianza di vita, di lotta sociale e religiosa del mondo mediorientale.
Con InchiEste e Nuovi percorsi gli editori propongono saggi e romanzi che esplorano mondi a noi poco familiari o conosciuti secondo schemi inconsueti come, per esempio, l’eredità della Primavera araba, il movimento che ha portato giovani donne e uomini a sfidare regimi oppressivi.
La collana Diritto, nel confermare l’orientamento “globale” della casa editrice, con Flussi migratori e fruizione dei diritti fondamentali a cura di Paolo Benvenuti, affronta il tema delle migrazioni e dell’internazionalizzazione delle relazioni umane. Per contro, Il diritto di pace di Alberico Gentili di Giorgio Badiali ci immerge nel pensiero politico di Grozio, filosofo olandese del XVII secolo.

L’impegno dal sapore internazionale
Queste citazioni evidenziano come l’attività editoriale de il Sirente sia eterogenea e complessa, attenta a cercare anche nel profondo passato spunti di discussione e di riflessione sulla contemporaneità.
Percorrendo i numerosi titoli delle collane è evidente che l’offerta editoriale punta soprattutto alla diffusione di testi di autori stranieri, opportunamente tradotti, che, se possono sembrare lontani dalla nostra tradizione letteraria, sono al tempo stesso osservatori, critici, testimoni, talora protagonisti, di vicende solo parzialmente note alla maggior parte della comunità dei lettori. A onor del vero, è opportuno precisare che i libri delle rispettive collane, fruibili anche in formato ebook, sono presentati in modo tale che il lettore abbia subito informazioni chiare ed esaustive sugli argomenti trattati.
Questa vocazione, che si potrebbe definire “sovranazionale” e, soprattutto, “fuori dal coro”, è confermata dalla rivista Processi di pace e dignità umana, fondata per iniziativa di Flavia Lattanzi, professoressa di Diritto internazionale, e di David Donat-Cattin e Valeria Santori, dottori-ricercatori in Diritto e Relazioni internazionali. La rivista quadrimestrale si propone di concentrare gli sforzi su come rispettare la dignità umana durante il lungo cammino verso la pace duratura.
Seppure non di grosse dimensioni (anche il suo sito web non lascia spazio a messaggi o comunicazioni altisonanti), il Sirente, a ben vedere, è una casa editrice portatrice di progetti “grandi” e fortemente proiettati su temi di ampio respiro e di importante attualità.

Vilma Formigoni

(direfarescrivere, anno XII, n. 127, luglio 2016)
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