Anno XIX, n. 205
gennaio-febbraio 2023
 
Questioni di editoria
Un addio, nel 2022,
alla libreria Odradek?
Chiude a Roma dopo molti anni.
Avviati i tentativi di salvataggio
di Paride Leporace
Dopo Santo Stefano l’annuncio dai proprietari di una delle ultime librerie aperte nel centro di Roma. Odradek in via dei Banchi vecchi chiude.
«Con meno di 300 euro di incassi al giorno e 2.000 di affitto al mese non si può andare».
Un post su Facebook diventato virale e che ha fatto scattare l’autocoscienza e la mobilitazione.
La libreria sorge nello stesso luogo dove prima c’era quella intitolata Italia-Urss, resistente ben 9 anni alla caduta del Muro di Berlino.
I gestori di Odradek sono librai militanti. Davide Vender e Katia Sardo appartengono all’area antagonista romana.
Una libreria indipendente di resistenza. Il nome viene dal racconto di Kafka La preoccupazione del padre di famiglia in cui il protagonista ha in casa un oggetto misterioso che non si sa cosa sia e che chiama appunto Odradek.
Una libreria idolatrata da giornalisti scrittori come Corrado Sannucci o come Stefano Cappellini che ringrazia per i testi di modernariato, 77 rinvenuti sugli scaffali indispensabili a comporre il suo Rose e pistole.
Il bibliofilo Oliviero Diliberto così la descrive in una sua guida: «conserva alcuni volumi, introvabili altrove, di letteratura e scienza in lingua russa originale. La libreria è centro di attività culturali alternative, come si conviene al suo nome. Sono offerti, assai più che altrove, volumi di letterature poco frequentate e ancor meno diffuse, trovano ospitalità voci di popoli oppressi o esclusi, pubblicazioni raffinate, ma pressoché sconosciute, di case editrici di qualità, piccole, difficilmente distribuite nei normali circuiti. Passeggiando tra gli scaffali, ordinati e accoglienti, si rinvengono autori insoliti: asiatici, africani, sud-americani non à la page. Poesia e saggistica ricercata».
Proprietari attenti a tutto, anche alle buste biodegradabili e vendita di stoviglie e detersivi biologici.
Un colpo al cuore di tutti l’annunciata chiusura, compresi quei molti che per tempo e cambiamento i libri ormai li comprano sul Web. Si è fatto notare Enrico Mentana con la proposta: «Ma se quei clienti che se lo possono permettere anticipassero mille-duemila euro per acquisti di libri del prossimo anno (io compreso, ovviamente) e intanto cercassimo una soluzione alla chiusura?». Gratitudine dallo scrittore Nicola Lagioia, persino tiritere politiche da Filippo Sensi e dal Pd regionale.
Successo per la svendita totale dell’enorme magazzino fino alla Befana.
Nella libreria stanno arrivando da ogni dove lettori sopra i quaranta e ognuno in cuor suo vorrebbe salvare questa riserva di Mohicani.
Davidino è realista e ai cronisti andati in libreria confessa: «Il problema sono i lettori, muoiono gli anziani e io non ho ricambio. La civiltà della carta è quella del Novecento».
Per stare al centro di Roma hanno chiuso la libreria Croce che stava a pochi passi da Odradek, la Feltrinelli della galleria Sordi, Arion a Montecitorio. Il centro della Capitale è da tempo una lunga distesa di marchi globalizzati, B&b, case vacanze, pizze al taglio, souvenir senz’anima.
Stiamo perdendo senso e contatto. Anche in provincia. Odredek oggetto mappato anche da Borges questo ci ricorda.
Grazie a Davidino e Katia per 25 anni di Novecento prolungato. Se non chiudete vi veniamo a trovare.

Paride Leporace

(direfarescrivere, anno XIX, n. 204, gennaio 2023)
 
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