Anno XV, n. 166
novembre 2019
 
Questioni di editoria
Supporto agli autori
dei libri di qualità
Il sogno di uno, il lavoro di tanti.
La promozione di “Concreto”
di Rosita Mazzei
L’editoria è al giorno d’oggi da considerarsi una vera e propria industria. Essa ha come finalità quella di scovare autori, migliorarne il prodotto, pubblicarlo e infine pubblicizzarlo. L’idea, completamente sbagliata, che hanno in molti è che questo processo sia in realtà molto semplice e privo di intoppi: purtroppo non è così. Dietro ogni libro pubblicato, dietro ogni autore – affermato o emergente – dietro ogni sogno di carta concretizzato, vi sono decine di persone che vi lavorano dietro, con costanza e dedizione. Dietro a un libro, banalmente, non vi è mai solo l’autore.
Affinché un cartaceo possa prendere forma, arrivare a più lettori possibili e, perché no, scalare le classifiche vi è bisogno di un team coeso, capace di aiutare il più possibile l’autore a rendere fluida la propria opera e degna di varcare i confini delle altrui abitazioni. Ecco perché il sogno di ogni scrittore deve trovare il supporto dei migliori professionisti del settore.

Giovani al servizio dell’autore nel mondo dell’editoria
Quando si riflette sulla creazione di un libro, nell’immaginario comune questa sembra avvenire quasi per magia. Molti gli scrittori che si sentono soddisfatti quando ottengono un buon contratto per la loro opera, ma ben pochi sono coloro che riflettono su quello che dovrà accadere dopo la pubblicazione. Per farsi notare, infatti, un libro non deve semplicemente nascere, ma deve raggiungere in maniera accattivante un pubblico più vasto e sempre più esigente.
Per questo motivo nel 2018 viene alla luce “Concreto” (“CON.CRE.TO”, secondo la loro grafia), acronimo che deriva da “Condivisione Creativa Today”. Si tratta di un’associazione culturale nata dalla volontà di alcuni giovani di Milano di mettersi in gioco in questo vasto e complesso mondo che è l’editoria, per promuovere la letteratura attraverso la presentazione di numerosi libri di spessore, oltre che all’ideazione di dibattiti culturali.
Il nome, naturalmente, non è stato affatto frutto di una scelta causale: racchiude, difatti, i valori pregnanti dell’associazione in questione: “condivisione”, da utilizzare come modo per veicolare nuovi saperi; “creatività”, lo stimolo necessario per affrontare nuovi progetti; “attualità”, come caposaldo indispensabile per rimanere al passo coi tempi.
Tali sono gli obiettivi che gli stessi soci declamano di voler raggiungere e mantenere, innescare un movimento che spinga sempre più persone ad avvicinarsi alle opere che pubblicizzano, innescando una catena umana capace di elaborare sempre di più un pensiero critico e all’avanguardia.

Una presenza reale sul territorio
Nonostante il brevissimo periodo di attività, l’associazione “Concreto”, anche e soprattutto grazie al presidente Alessandro Isidoro Re, ha già all’attivo numerose manifestazioni ed eventi culturali all’interno del paesaggio urbano milanese. Dalla tipologia di libri sponsorizzati si può ben comprendere lo spessore che questo gruppo di ragazzi ha voluto imprimere al proprio progetto. Tra le presentazioni degne di nota vi è sicuramente quella del libro Il tempo è atomico. Breve storia della misura del tempo (Hoepli) degli autori Davide Calonico e Riccardo Oldani, un’opera che cerca di tracciare i confini tra diverse discipline: fisica, filosofia, musica e arte. A questo evento ha preso parte lo stesso Calonico, che opera come ricercatore presso l’Inrim (Istituto nazionale di ricerca metrologica).
Interessante anche il luogo scelto per la presentazione di questo libro e per la discussione scaturita da tale incontro: la Dogana, un importante spazio culturale gestito dall’associazione “Il resto del Caffè”. A pochi passi dal duomo di Milano, possiamo trovare un luogo che fino alle 18 ospita gli uffici e i servizi dell’Informagiovani della città e la sera adibito a eventi culturali di vario genere come mostre o cineforum.
Un altro evento, sicuramente molto diverso dagli altri, è stato quello che ha riguardato Tinder and the city. Avventure e disagi nel mondo delle dating apps (Alcatraz) un volume molto divertente in cui l’autrice, Marvi Santamaria, racconta le sue vicissitudini, vere al 100%, su Tinder e del rapporto allacciato con gli altri che diventa un modo profondo per interagire anche con se stessi.
Tema e ambiente cambiano nello spostarsi al Rab, un caffè letterario di Corso San Gottardo, famoso per la sua inclusività e il suo interesse per il sociale. [1] Qui è stato presentato Datacrazia. Politica, cultura algoritmica e conflitti al tempo dei big data (D editore), una raccolta di saggi in cui si indaga sulle potenzialità e gli eventuali rischi che accompagnano le nuove tecnologie in ogni ambito della nostra vita, ormai governata dal potere dell’algoritmo.
La qualità delle discussioni e degli eventi è dunque uno degli obiettivi perseguiti. La varietà degli argomenti, inoltre, permette una vivacità delle rappresentazioni assai notevole oltre che un afflusso di pubblico degno di nota, soprattutto se pensiamo a quanto poco la gente presti la giusta attenzione a eventi culturali che non siano trainati dai soliti grandi nomi.
Possiamo notare come tra le tematiche trattate facciano la loro comparsa le più impegnate e variegate: le biotecnologie, l’importanza della poesia, l’impiego dei social media e il loro utilizzo all’interno della nostra società e molto altro.
Quello che fa l’associazione “Concreto”, dunque, è molto più che dare il giusto spazio e pubblico ad autori di diverso stampo e finalità. Essa è un mezzo per avvicinare il mondo della cultura alle persone, in modo che la prima non sia semplice espressione di se stessa, ma divenga strumento utile nelle mani di chiunque abbia voglia di elaborare un proprio pensiero critico.
La letteratura, e non solo, deve essere arma difensiva contro chiunque voglia imporre un pensiero unico, allineando le menti e uccidendo la fantasia. La cultura, dunque, deve rendere le persone capaci di analizzare, valutare e discernere le situazioni più disparate. Non possiamo, dunque, non essere felici nel momento in cui un gruppo di persone, a prescindere dalla loro età, provenienza o cultura, si faccia carico di un compito così gravoso e importante. «Solo l’uomo colto è libero» affermava il filosofo Epitteto e possiamo non essere che d’accordo con lui!

[1] Si veda l’articolo di presentazione dello spazio su www.ilgiorno.it/milano/cosa%20fare/bere/spazio-rab-1.2845100.

Rosita Mazzei

(direfarescrivere, anno XV, n. 166, novembre 2019)
 
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