Anno XV, n. 165
ottobre 2019
 
Questioni di editoria
La Fuis: il sindacato
degli scrittori italiani
L’intervista al presidente
Natale Antonio Rossi
di Maria Chiara Paone
Si sente sempre dire che il mestiere dello scrittore sia abbastanza infame: ha sicuramente le sue soddisfazioni ma non si può negare che non ci siano delle criticità. Uno dei maggiori problemi da affrontare, al di là delle critiche e delle mere vendite, è quello della tutela dei propri diritti, a causa di cui si rischia di finire in processi infiniti e spesso senza ottenere il giusto risarcimento.
Tuttavia una soluzione esiste per prevenire queste problematiche: infatti, alla stregua di un cavaliere dalla scintillante armatura, si presenta agli scrittori emergenti (ma anche ai più “navigati”) la Fuis, Federazione unitaria italiana degli scrittori.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere personalmente il presidente Natale Antonio Rossi in occasione dell’Incontro sulla Letteratura Contemporanea, svoltosi grazie al loro supporto allo scorso Salone del libro di Torino (qui il nostro report: www.bottegaeditoriale.it/questionidieditoria.asp?id=189) e si è dimostrato molto disponibile a rispondere ad alcune nostre domande e curiosità sul ruolo che svolge la federazione per gli autori. Buona lettura!

La vostra missione è quella di rappresentare e tutelare gli scrittori e il loro diritto d’autore. In che modo agite e qual è quello che potremmo definire il vostro “fiore all’occhiello”?
In un paese come l’Italia dove tutti i lavoratori hanno un contratto nazionale, manca quello degli scrittori. Questi possono pubblicare le loro opere, con un editore attivando un rapporto privato di edizione. Ed è un contratto che ha articoli e modalità sempre diversi. Lo scrittore è riconosciuto quale “soggetto debole” e quindi nella posizione tale da accettare qualsiasi condizione contrattuale. Sta alla correttezza dell’editore – e di corretti, fortunatamente, ce ne sono – predisporre delle clausole di contratto che rispettino il lavoro dello scrittore. In Francia, per fare un esempio, la ministra della Cultura e della comunicazione Fleur Pellerin ha convocato le rappresentanze degli autori/scrittori e quelle degli editori obbligandoli a redigere e licenziare un contratto di edizione a stampa e digitale con valore ultranazionale, e in tempi di multimedialità è utile ad un paese avere una contrattualistica che possa aver estensione universale.
Le qualità sindacali della Fuis sono di tutela dello scrittore: prima e dopo il contratto, al momento della firma – quando sorgono problemi – rispettando il rapporto privatistico messo in atto dall’editore con l’autore/scrittore.
Le occorrenze per la tutela sono molteplici: dal non rispetto delle clausole contrattuali, al contrassegno sui libri, dalla reprografia alla copia privata, dal diritto di riproduzione al diritto d’immagine, dal plagio alla diffusione estera.

Un vostro “Fiore all’occhiello”?
Diversi dei nostri servizi potrebbero essere definiti “fiore all’occhiello”. Per concentrarsi su di uno che riguarda eminentemente i libri, consiste nell’assistenza consapevole dei diritti dello scrittore, portando a buon compimento le vertenze, senza ricorrere all’azione giudiziaria (che sconsigliamo sempre, a meno che non sia quella della tutela del lavoro).

Dal sito si vede che sono iscritti anche scrittori stranieri oltre a quelli italiani: il supporto che fornite è diverso e se sì in che modo?
La Fuis ha protocolli d’intesa con le associazioni degli scrittori con quasi tutti gli stati europei (grazie anche all’organizzazione degli istituti di cultura europei riuniti in Euni). Per fare qualche esempio, come associazione siamo presenti nel consiglio direttivo di International authors forum (L’Iaf con sede a Londra) e nel Wipo-world intellectual property organization, un organismo che fa parte dell’Onu (con sede a Ginevra).
Non è possibile come Fuis avere supporti diversi. Fino a poco tempo fa in Italia vigeva il monopolio sul diritto d’autore, Oggi si può dire che sia terminato con la creazione della Lea (Liberi editori autori) per gli autori di musica e con Federintermedia per gli scrittori di tutte le espressioni (letteraria, cinematografica e audiovisiva, teatrale, artisti visivi, testi musicali e nuovi linguaggi).
Si è avviato, così, un percorso di tutela dei proventi per diritto d’autore a livello universale, che riguarda anche gli scrittori e gli autori italiani che si trovano in altre parti del mondo.

Ci sono dei nuovi obiettivi che vorrete portare avanti o in cosa vorreste acquisire maggiori risultati?
L’obiettivo primario a cui stiamo lavorando da anni è l’appena citata Federintermedia, organismo di gestione collettiva, senza scopo di lucro, per il diritto d’autore per tutte le espressioni. Federintermedia è stata costituita nel 2016, ma è stato necessario aspettare che l’Unione europea e il governo italiano provvedessero a deliberare le dovute norme di liberalizzazione del settore. È un percorso che è ancora in divenire per la necessità di modifica di alcune leggi, ma nel frattempo è stato avviato il percorso di salvaguardia del lavoro di scrittura per gli scrittori che oltre a scrivere testi, curano la loro figura professionale. Per questo Federintermedia è in contatto con alcune agenzie letterarie, fra cui voi stessi di “Bottega editoriale”, che svolgono compiti di promozione degli autori e del libro.

Qual è una giornata tipo all’interno della Federazione?
Non c’è una giornata tipo, succedono sempre cose diverse. Oggi [1] per esempio abbiamo ricevuto un invito dall’associazione degli scrittori bielorussi a mandare uno scrittore alla Festa della scrittura bielorussa che si svolgerà a breve, il Festival Mart Live ci ha contattato per una collaborazione nell’organizzare la manifestazione, prevista dal 6 al 12 dicembre; nel pomeriggio abbiamo indetto una riunione con alcuni componenti della commissioni tecniche di un fondo Inps che eroga premi di incoraggiamento, di operosità, provvidenze economiche, per gli autori in difficoltà, e approva progetti (al di sotto e al di sopra di 20.000 euro). Non per ultimo, via Internet ci sono arrivate due sentenze emesse dalla Corte europea relativamente ad alcune cause sollevate da associazioni di autori.
La Fuis attualmente continua un’intesa attività, molto più di prima, potendo anche contare su sessantaquattro protocolli d’intesa con associazioni di scrittori, di autori, con fondazioni prevalentemente italiane, ma anche europee ed estere.

Sappiamo che inizialmente la Federazione era stata costituita anche dalla Cgil, che poi si è staccata dal progetto: come mai c’è stata questa separazione?
È vero. La Fuis è stata fondata dalle tre organizzazioni sindacali degli scrittori. Sindacato libero scrittori italiani, Cisl, Sindacato nazionale scrittori, Cgil, Unione nazionale scrittori e artisti – Uil. Proprio io proposi la costituzione di una federazione.
Nel 2014 la Cgil, anche per problemi riguardanti la sua organizzazione, ha chiesto al Sns di fare un congresso di scioglimento. È stata creata una Sezione nazionale scrittori (sempre con la stessa sigla Sns) all’interno del Sindacato lavoratori dello spettacolo (Slc). Molti di quegli scrittori sono comunque anche in Fuis e seguono e collaborano alle nostre manifestazioni.

Una domanda utile per tutti gli scrittori: come ci si può iscrivere alla Fuis?
L’iscrizione alla Fuis è libera e gratuita. Il modulo di iscrizione si trova sul sito (www.fuis.it/). Si può inviare anche via Internet e si completa con il curriculum a testimonianza dell’attività di scrittore. Siamo disponibili a rispondere anche alle domande di chi non fa ancora parte dell’associazione. Consigliamo di iscriversi anche a Federintermedia sull’apposito sito (www.federintermedia.it/ ).
L’iscrizione costituisce un passo decisivo per sostenere tutta la categoria degli scrittori di ogni espressione e, in quanto produttori di opere dell’ingegno letterario, a ricercare, reperire e ottenere fondi utili per promuovere iniziative e manifestazioni collettive e per sostenere il proprio lavoro. Lo stesso dicasi per gli artisti delle arti visive, come pittori e scultori e chiunque faccia arte mediante nuovi linguaggi.

Essere rappresentati da un’agenzia letteraria è incompatibile con l’iscrizione alla Fuis?
Siamo lieti, in particolare. che Bottega editoriale svolga una funzione importante di sostegno degli autori, non solo scrittori; la Fuis e anche Federintermedia interpretano tale comune funzione nella direzione di intensificare eventuali collaborazioni, facendo seguito all’incontro intervenuto a maggio presso lo stand della Fuis al Salone Internazionale del Libro di Torino.

[1] Nota del redattore: la seguente intervista ha avuto luogo il 31 luglio 2019.

Maria Chiara Paone

 
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