Anno XIV, n. 155
dicembre 2018
 
Questioni di editoria
Riflessioni (giuste)
sull’oggi e il domani
Il Salone dell’editoria sociale:
un “piccolo” grande incontro
di Maria Chiara Paone
Dal 2 al 4 novembre, nonostante la pioggia incessante, si è svolto a Roma, sempre negli spazi di Porta Futuro a Testaccio, il Salone dell’editoria sociale, giunto con questa alla sua decima edizione.
Una manifestazione che, come ogni anno, è stata organizzata su iniziativa di Edizioni dell’asino e della rivista a loro afferente, Gli Asini, appunto, in collaborazione con alcuni enti che si dedicano da anni, in ogni forma, ai diritti umani; come l’associazione “Lunaria”, specializzata in volontariato internazionale e nella lotta quotidiana contro il razzismo; l’agenzia di stampa nazionale Redattore sociale, che affronta in modo ampio e attraverso gli argomenti più vari la tematica del volontariato e della discriminazione sociale; e la “Comunità di Capodarco”, associazione no profit che ha come obiettivo la difesa dei cosiddetti “non tutelati”, che verranno formati (e informati) al fine di divenire parte attiva dei loro cambiamenti.

Il tema del Salone
Quest’anno, l’edizione contiene dentro di sé una valenza più personale e simbolica poiché dedicata alla memoria di Alessandro Leogrande, importante scrittore e giornalista scomparso prematuramente il 26 novembre dello scorso anno e che aveva partecipato negli anni precedenti alla manifestazione.
Il tema scelto per questa edizione è “Oggi e domani”; un tema che, nella sua accezione così universale, può essere declinato in svariate interpretazioni e argomenti; un tema che si rivela assolutamente necessario per il mondo in cui stiamo vivendo e con cui si vuole creare un’occasione per «cercare di orientarci, oggi, in una fase opaca e turbinosa della nostra storia e per costruire una prospettiva diversa, più giusta, per la nostra società di domani», per utilizzare le parole che Goffredo Fofi e Giulio Marcon, gli ideatori del Salone, hanno utilizzato presentando l’edizione di quest’anno.
Viviamo, infatti, in un “oggi” che, in questo momento, rappresenta esclusivamente la paura, un forte nazionalismo che porta a una consequenziale chiusura nei confronti di tutto ciò che è lontano o diverso da noi, dove l’“io” la fa da padrone a discapito degli “altri” che, probabilmente, non andrebbero così trascurati. L’obiettivo della società dovrebbe essere quello di riconoscere questo disagio in cui l’umanità sta vivendo, rifletterci in maniera approfondita e trovare un modo per cui nel futuro “domani” non ci si debba più porre questo interrogativo e questo conseguente fardello.

Gli incontri
Da questo spunto si sono dipanati gli incontri, oltre una trentina in tre giornate fra presentazioni di libri, seminari, e dibattiti.
Gli argomenti sono stati molteplici e hanno riguardato le tematiche più disparate; partendo dall’accoglienza dei migranti, soprattutto clandestini, in un incontro discusso, fra i tanti, da Roberto Viviani del presidio “Baobab Experience”, passando allo sfatamento dei luoghi comuni sul carcere italiano – in occasione della presentazione del libro I limoni non possono entrare. Storie di donne dal carcere, di Ortica Editrice – fino ad arrivare a collegamenti interdisciplinari con la pedagogia e la letteratura, presentando, tra gli oggetti di dibattito, le personalità italiane di Natalia Ginzburg e Pier Paolo Pasolini.
Anche l’universo del cinema ha contribuito alla causa, attraverso la proiezione di documentari e film ad hoc, come Sorelle d’Italia, e incontri molto interessanti, come quello del “cinema del no”, il quale ha visto, tra i protagonisti, Damiano D’Innocenzo, Matteo Garrone e Alice Rohrwacher, i registi che hanno rappresentato al meglio l’Italia in quest’ultimo anno con le loro produzioni.

Gli editori presenti
Nell’attesa degli incontri, era possibile curiosare tra gli stand dei vari editori presenti al Salone, certamente più stipati per colpa delle condizioni atmosferiche, ma non per questo meno carichi di proposte di lettura.
Oltre alla già citata Edizioni dell’asino, vi erano case editrici più conosciute – come E/O Edizioni, minimum fax, Editori Laterza – che si andavano ad amalgamare con quelle più di nicchia, tra cui L’orma editore, con il suo packaging innovativo, oppure la Orecchio Acerbo Editore, specializzata in libri illustrati per bambini e ragazzi, quasi a dimostrare come non si è mai troppo giovani per diventare consapevoli del proprio presente e attenti al proprio futuro.

Maria Chiara Paone

(direfarescrivere, anno XIV, n. 155, dicembre 2018)
 
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