Anno XIV, n. 152
settembre 2018
 
Questioni di editoria
Dopo la formazione?
Ve lo diciamo noi
Una nostra ex corsista racconta
i suoi successi nell’editoria
di Maria Chiara Paone
Grazie all’esistenza nel campo editoriale ormai decennale e soprattutto alla Scuola di Redattore per casa editrice, Bottega editoriale ha formato tanti corsisti e stagisti, insegnando loro tutto ciò che c’era da sapere, sia nella teoria che nella pratica.
Ovviamente, come in tutte le squadre, ci sono possono essere dei cambi di guardia e alcuni componenti decidere di spiccare il volo per comprendere se possono farcela da soli, se quella scelta è la strada giusta per loro.
E noi, come coach affezionati e leggermente nostalgici, a volte ci mettiamo alla ricerca dei vecchi allievi, per farci raccontare le loro nuove esperienze. Così, questa è la volta di Costanza Lindi, fondatrice della propria agenzia e studio editoriale, Settepiani.

Sappiamo bene che sei stata nostra “allieva”: come sei venuta in contatto con Bottega editoriale e com’è stata la tua esperienza?
Sono venuta a conoscenza dell’agenzia e del corso tramite una libraia umbra (regione da dove provengo e in cui attualmente vivo), Annalisa Mesina (di Musica e Libri di Bastia Umbra): mi ero appena laureata in Critica letteraria (sono anche autrice di alcune poesie) e volevo avvicinarmi all’ambito editoriale. Anche lei aveva frequentato il corso e me lo ha consigliato.
Purtroppo ho potuto frequentarlo solo online per degli impegni che avevo a Perugia ma sono sempre stata seguita: appena si presentava una lacuna veniva subito colmata quindi è stata un’esperienza molto positiva e un investimento per la mia formazione. Avevo già avuto esperienze in piccolissime realtà editoriali proprio a Perugia quindi non partivo proprio da zero.
Tutto questo mi è servito per riuscire ad aprire, insieme a una mia collega, all’epoca in procinto di laurearsi, la nostra agenzia letteraria.

Che tipo di esperienze hai avuto nel settore editoriale dopo l'esperienza con Bottega editoriale, e in seguito cosa ti ha spinto a voler aprire un'agenzia letteraria tutta tua?
Quello di aprire un’agenzia è sempre stato un sogno che avevo in fondo al cassetto e che si è concretizzato in maniera “ufficiale” a maggio 2017. Al di là degli stage non ho fatto altri corsi per ora, anche se prossimamente seguirò un corso a Perugia, un laboratorio di scrittura vera e propria dato che il nostro obiettivo futuro sarà quello di fornire una formazione. Nonostante la città sia piccola, le realtà editoriali sono molte, e quindi ci siamo chieste su cosa fosse meglio soffermarsi.

Quali sono stati i passi “pratici” nel conseguire questo obiettivo? Quali i servizi offerti agli autori, una volta cominciata la tua avventura?
Ho iniziato offrendo da sola, tramite partita Iva personale, servizi agli autori, alcuni conosciuti durante alcuni stage e che mi hanno chiesto un aiuto per i loro testi. Avevo però già l’idea di allargare il mio raggio d’azione. Ci sono riuscita fondando l’agenzia vera e propria come associazione di promozione sociale e che opera nell’ambito culturale; certamente cambieremo la nostra formula prossimamente, cercando di ampliarci ancora di più.
Abbiamo lavorato con molti esordienti ed emergenti per lavori redazionali, soprattutto diversi autori di poesia e di racconti. Al termine di un lavoro di Editing non è sempre automatica la Rappresentanza e in alcuni casi il rapporto di collaborazione si è interrotto, a seconda di come procedeva l'editing e il lavoro. Vorremmo, per il futuro, allargare anche il settore della Rappresentanza ma per il momento l’abbiamo messa da parte, giusto per darci il tempo di aumentare i nostri contatti e non improvvisarci.

Navigando sul vostro sito possiamo vedere come non vi occupiate solo di dattiloscritti ma avete anche una serie di laboratori e una rivista, settepagine: vuoi parlarci di questi progetti?
Abbiamo deciso di pubblicare il numero 0 di questa rivista letteraria (che in realtà sarebbe più precisamente un libro a carattere periodico, e che abbiamo prodotto in crowfunding) per fare una sorta di scouting per noi e gli editori, per trovare nuovi nomi e volti della narrativa. È anche un’occasione per creare un nostro marchio editoriale (piedimosca), che registreremo nei prossimi mesi e con cui speriamo di pubblicare vari titoli. Il nostro obiettivo è raccogliere all’interno di settepagine racconti, poesie e illustrazioni e speriamo di far uscire il numero 1 entro la fine dell’anno.
Dopo quest’anno, inoltre, abbiamo deciso che nei prossimi mesi cambieremo rotta e punteremo le nostre energie verso servizi rivolti alle case editrici e alla tematica della formazione, in cui crediamo molto. Infatti quest’anno abbiamo presentato dei laboratori, in fase di rodaggio; l’unico corso che è terminato per ora è stato sulla scrittura narrativa, tenuto da Matteo Pascoletti, scrittore umbro che conoscevamo personalmente. Per gli altri abbiamo tenuto delle prime lezioni a titolo gratuito per permettere a tutti di partecipare, e che poi partiranno ufficialmente a settembre, come ad esempio quello sulla poesia, che sarà tenuto da Anna Maria Farabbi.
Come struttura per il prossimo anno abbiamo ipotizzato di proporre gli stessi laboratori nel corso dei mesi ma anche a livelli più avanzati, secondo specifica richiesta di alcuni ex allievi.
Per gli insegnanti stiamo cercando sempre di fare rete e portare all’interno della città anche persone da fuori.

Cosa consiglieresti ai ragazzi che vorrebbero intraprendere questo tipo di strada?
È una domanda molto difficile ma, guardando alla mia esperienza ho capito che ci vuole molta pazienza; è un ambito difficile, però l’importante è rendersi conto dell’ambiente circostante e assolutamente non rinunciare mai alla formazione, ma anzi investirci sempre le proprie energie.

Maria Chiara Paone

(direfarescrivere, anno XIV, n. 152, settembre 2018)
 
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