Anno XIV, n. 150
luglio 2018
 
Questioni di editoria
L’ufficio stampa:
i segreti del mestiere
Da Cartman, regole e trucchi
degli esperti di comunicazione
di Pamela Quintieri
In un sistema di relazioni interpersonali, di rapporti avvicinati ed esasperati dal computer, dove tutto corre veloce, frenetico, inarrestabile, la comunicazione è diventata una delle arti più importanti ed è quella che ha saputo ritagliarsi, a giusto merito, una fetta di valore nel mondo del sapere.
È per questo che abbiamo deciso di calarci nel settore della media relation e della divulgazione di notizie e di eventi ponendoci alcuni quesiti interessanti: di cosa si occupa l’ufficio stampa? Quali operazioni compie nel dettaglio? Qual è il suo codice comportamentale? E infine come si esplicano i rapporti con i media, quelli “storici” (carta stampata, tv, radio) ma anche i più nuovi, quelli del mondo digitale (dal world wide web ai social network, dai siti Internet ai blog) e come si ottengono determinati risultati?
Ad affrontare e cercare di chiarire tali interrogativi e le argomentazioni ad essi connesse, ecco giungere in aiuto un volumetto agile, maneggevole, essenziale e di rapida lettura: Spettabile Redazione. L’ufficio stampa tra media relations e fair play (Cartman edizioni, pp. 96, € 5,00) di Maria Grazia Balbiano e Marta Franceschetti.
Maria Grazia Balbiano vanta un’esperienza ventennale nel settore della comunicazione, che ha curato per importanti committenti quali l’Accademia del Barolo, la Fondazione “Carical”, l’Università pontificia salesiana “S.F. Rebaudengo”. Oltre alla stesura di questo testo, si è occupata di un volume sulle Olimpiadi invernali del 2006 e di uno sul censimento dell’agricoltura in Piemonte.
Marta Franceschetti, invece, dal 2004 è membro dell’ufficio stampa del Torino Film Festival, di CinemAmbiente, di Sottodiciotto Film Festival e di Gran Paradiso Film Festival. Mentre si è interessata di curare la comunicazione per committenti tra cui ricordiamo l’Ice (Istituto commercio estero, settore Cinema) e le Olimpiadi Invernali di Torino (2006).
«“Spettabile redazione…” è l’incipit di milioni di lettere ed email che, in tanti anni di lavoro, abbiamo spedito alla stampa e ai giornalisti per comunicare qualcosa. Generalmente un evento, una situazione, un festival, un personaggio. Un mestiere, il nostro, che pochi conoscono bene e sanno fare sul serio, un lavoro che, come libere professioniste, ci siamo costruite e in cui siamo coinvolte in prima persona».

Un’attività di “misure” e “baricentri”
L’ufficio stampa, dunque, ha un forte ruolo di mediazione, di analisi e di divulgazione tra qualunque ente, persona, attività promulghi un intervento di carattere culturale, o pur sempre di valenza sociale, e la comunità. Quindi tale gruppo professionale deve avere non solo le competenze e le basi accademiche ma anche la lungimiranza necessaria a riconoscere tra tante informazioni quali siano quelle più appropriate e più importanti da divulgare e, soprattutto, in quale modo e verso quali bacini di utenza finale veicolarle. «Servono solide basi di scrittura e comunicazione e poi si crea, si diversifica, di certo non ci si annoia mai».
Naturalmente l’informazione non viene sterilmente presentata così com’è, ma viene rielaborata, aggiustata, levigata, resa appetibile, ad esempio secondo le regole giornalistiche di base (quelle delle 5 W), e infine incanalata verso il settore giusto che potrà esserne, con buone probabilità, interessato.
Eppure ciò non basta, si deve immediatamente sottolineare che chi si occupa di “comunicato stampa” deve possedere attitudini particolari, abilità eccezionali e capacità relazionali molto buone e spiccate oltre ad una grossa predisposizione comunicativa e savoir faire.
Una delle “dritte” che le autrici suggeriscono, quindi, è quella di essere in grado di scovare all’interno delle redazioni chi è il giornalista “skillato” per quell’evento, quello giusto, e quindi interessato più degli altri. Pertanto è determinante riuscire a reperire la persona ad hoc, quella che è in grado di fornire adeguato risalto e rendere accattivante quella particolare situazione.

Un insieme di regole comportamentali
Le due autrici hanno il merito di raccontare in maniera facile e diretta, e con una struttura sintattica particolarmente attraente, la natura del lavoro dell’addetto stampa, caricandola di brio e di puntualizzazioni interessanti. Non manca di certo la terminologia professionale adatta, cioè quella che l’addetto ai lavori conosce bene: numerosi, ad esempio, sono i termini inglesi, a partire sin dal sottotitolo stesso del volumetto. E notiamo leggerezza, intesa nel senso dell’ironia, che diverse volte durante la lettura ci ha fatto sorridere brillantemente – e questo è di certo un gran merito da riconoscere alle autrici –, come quando viene narrata la richiesta di intervista in esclusiva col “morto”, aneddoto che non poteva certo passare inosservato!
Ma la parte più importante è sicuramente rivestita dall’insieme di tutti quei criteri imprescindibili da adottare nel settore. A cominciare dal galateo, costituito non solo da quelle semplici regole basilari, dalla buona condotta e soprattutto dall’educazione, che si deve mostrare di possedere in questo lavoro, ma anche da virtù accessorie: sorriso, cortesia, garbo, mai essere seccati o tediati, sempre pronti a risolvere i problemi e gli imprevisti, scattanti e veloci. E, soprattutto, massima disponibilità: «ci si è trovate a mettere insieme una rassegna stampa in sala parto, così come ad imbastire la scaletta di un programma durante un’endoscopia: non è uno scherzo, credeteci». E, dulcis in fundo, lei, la regina delle regole, che non possiamo affatto dimenticare: la precisione! Il tutto, chiaramente, senza prescindere mai da un’ottima preparazione e senza dimenticare un impeccabile pregio: la discrezione. E poi creatività, tanta creatività e senso dell’umorismo «no panic, non stiamo operando nessuno a cuore aperto, stiamo solo organizzando una conferenza stampa, abbiamo elementi e competenze per farlo e per farlo anche molto bene». Questa la frase da ricordare a memoria nei momenti bui. E potete esserne certi, a detta delle autrici!

Conclusioni
Spettabile redazione risulta, in sintesi, un testo di veloce lettura e analisi: schietto, franco e comunque obiettivo, ricco di consigli pratici e di “chicche” per chi ama questa professione e vuole accingersi ad intraprenderla. Professione pur sempre non priva di sacrifici e di impegno, ovviamente, da affrontare con un pizzico di ironia, quella sana che permette di non essere assaliti dalla frustrazione o dall’ansia.
Un libriccino che non potrà mancare tra gli scaffali degli appassionati…
«Questa non è una pubblicazione esaustiva, ma solamente una serie di considerazioni pratiche, di flash di vissuto quotidiano, dato che vorremmo insinuare curiosità e attenzione per questo mestiere che, troppo spesso, è considerato una professione “fine che non impegna”, mentre in realtà è complessa e molto delicata».

Pamela Quintieri

(direfarescrivere, anno X, n. 105, settembre 2014)
 
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