Anno XXII, n. 244
luglio 2026
 
In primo piano
Un viaggio interiore che si spinge
oltre le apparenze del tempo
Edito da Armando, il romanzo di Alessandro Roma
indaga la memoria, l’identità e la fragilità umana
di Alessandra Costa
Armando Editore propone al pubblico dei lettori Lo sguardo opposto (Armando Editore, pp. 128, € 13,00), romanzo di Alessandro Roma, autore romano nato nel 1969 e professionista nel settore della consulenza. Nel libro si sviluppa una riflessione narrativa che pone al centro il rapporto tra memoria, identità e cambiamento, accompagnando il lettore in un percorso di ricerca personale e di riscoperta del passato.
Il romanzo affronta il tema del passato non come un semplice insieme di ricordi, ma come una dimensione capace di influenzare il presente e di modificare il modo in cui l’individuo interpreta se stesso e gli altri. La vicenda di Massimo Rodrigo, protagonista della storia, nasce, infatti, da una scoperta che lo costringe a confrontarsi con aspetti della propria vita rimasti a lungo nascosti.
Lo sguardo opposto si presenta, dunque, come un testo incentrato sulla fragilità dell’essere umano e sulla possibilità di attribuire nuovi significati alle esperienze vissute.
La narrazione proposta da Roma non si concentra esclusivamente sugli eventi esterni, ma soprattutto sulle conseguenze interiori che essi producono. Il protagonista è chiamato a rivedere convinzioni e certezze, comprendendo come ogni esperienza possa essere osservata da più prospettive. La storia personale diventa così uno strumento per riflettere su interrogativi universali: quanto il passato condiziona le nostre scelte? È possibile cambiare il significato di ciò che abbiamo vissuto? In che modo gli errori e le difficoltà possono trasformarsi in occasioni di crescita?

La memoria come percorso di conoscenza
Il viaggio di Massimo Rodrigo nasce da una situazione concreta, ma assume progressivamente un valore più profondo. L’eredità con cui il protagonista deve confrontarsi non rappresenta soltanto un elemento della trama, ma diventa il punto di partenza di un’indagine personale.
La memoria, all’interno del romanzo, non è descritta come qualcosa di immobile. Al contrario, appare come uno spazio in continua trasformazione, nel quale gli eventi del passato possono essere riletti con una maggiore consapevolezza.
Attraverso questo percorso, il protagonista scopre che conoscere ciò che è stato significa anche comprendere meglio il proprio presente. Le esperienze precedenti, anche quelle più difficili, contribuiscono infatti alla costruzione dell’identità individuale.
L’autore mostra come spesso l’essere umano tenda a evitare il confronto con ciò che lo ha segnato, preferendo dimenticare o mettere da parte alcuni aspetti della propria storia. Tuttavia, proprio il recupero di questi elementi può rappresentare una possibilità di cambiamento.

Uno sguardo diverso sulla realtà
Il titolo dell’opera racchiude uno dei significati principali del romanzo. Lo “sguardo opposto” richiama la capacità di cambiare prospettiva, osservando situazioni e persone attraverso un punto di vista differente. Questa trasformazione coinvolge direttamente Massimo Rodrigo, che, nel corso della vicenda, è costretto a riconsiderare eventi e ricordi che riteneva ormai definitivi, scoprendo aspetti della propria storia personale che modificano profondamente il modo di interpretare il presente.
Roma invita il lettore a non fermarsi a una prima interpretazione degli eventi. Ciò che appare definitivo può assumere un significato nuovo quando viene osservato con maggiore attenzione e maturità.
La prospettiva proposta dall’autore riguarda soprattutto il modo in cui ogni individuo costruisce il proprio rapporto con la realtà. La vita non è infatti composta soltanto da avvenimenti, ma anche dalle interpretazioni che ciascuno attribuisce a essi.
Un’esperienza dolorosa può diventare occasione di consapevolezza, così come un ricordo difficile può trasformarsi in uno strumento per comprendere meglio il proprio percorso.

Le fragilità dell’essere umano
Uno degli aspetti più interessanti de Lo sguardo opposto è l’attenzione dedicata alle debolezze e alle contraddizioni dell’individuo. I personaggi non vengono presentati come figure prive di difetti, ma come persone attraversate da dubbi, paure e difficoltà.
La fragilità diventa quindi una caratteristica profondamente umana. Alessandro Roma racconta personaggi che devono fare i conti con le proprie scelte e con le conseguenze delle azioni compiute.
Il romanzo suggerisce che riconoscere le proprie debolezze non significa arrendersi, ma può rappresentare il primo passo verso una maggiore consapevolezza.
In questo senso, la storia raccontata assume un valore più ampio: il lettore può riconoscere nei conflitti del protagonista alcuni interrogativi che appartengono all’esperienza quotidiana di ciascuno.

Il valore delle seconde possibilità
Il tema della trasformazione attraversa l’intero romanzo. La vicenda non propone un’immagine dell’esistenza come percorso già stabilito, ma come una realtà nella quale è sempre possibile una nuova interpretazione. La possibilità di cambiare prospettiva diventa il centro della riflessione dell’opera. Guardare il passato con occhi diversi permette di riconoscere errori, mancanze e momenti difficili, ma anche di individuare nuove possibilità.
Il romanzo mostra, quindi, come la crescita personale non derivi dall’eliminazione delle esperienze negative, ma dalla capacità di comprenderle e inserirle all’interno della propria storia. La scrittura di Roma accompagna il lettore in questo percorso con uno stile riflessivo, attento soprattutto alla dimensione psicologica dei personaggi e alle domande che emergono dalla loro esperienza.
In conclusione, Lo sguardo opposto è un romanzo che riflette sul rapporto tra memoria, identità e cambiamento. Attraverso la vicenda di Massimo Rodrigo, Roma propone una narrazione che invita a guardare oltre la superficie degli eventi e a considerare la possibilità di attribuire nuovi significati al proprio percorso.
L’opera suggerisce che ogni individuo sia composto da ciò che ha vissuto, ma anche dalla capacità di trasformare il passato in una nuova occasione di comprensione. È proprio questa ricerca di equilibrio tra ciò che è stato e ciò che può ancora essere a rendere il romanzo una riflessione sulla complessità dell’esperienza umana.

Alessandra Costa

(direfarescrivere, anno XXII, n. 244, luglio 2026)
 
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