Anno XXII, n. 238
gennaio 2026
 
In primo piano
Bottega a Più libri più liberi:
diversi incontri e riflessioni
La partecipazione della nostra agenzia alla kermesse
tra dialogo con editori, autori e operatori del settore
di Fulvio Mazza e Mario Saccomanno
La partecipazione di Bottega editoriale a Più libri più liberi si è conclusa lasciando soprattutto il segno tramite una serie di abituali incontri, confronti e conversazioni e connaturano l’agire della nostra Agenzia letteraria a eventi aventi queste caratteristiche.
La fiera, svoltasi dal 4 all’8 dicembre 2025 negli spazi del Centro congressi “La Nuvola”, si è confermata come un luogo in cui l’editoria indipendente non si limita a presentare i propri cataloghi, ma uno spazio in cui poter mettere in discussione finanche le proprie pratiche e il proprio ruolo nel contesto culturale contemporaneo.
Più che una vetrina promozionale, l’edizione 2025 ha funzionato come uno spazio di verifica. Non tutto ciò che è stato rilevante è avvenuto negli stand o negli appuntamenti ufficiali: molte dinamiche decisive si sono sviluppate nei momenti informali, nei dialoghi tra operatori, nei tempi di attesa che scandiscono la vita di una fiera e che spesso ne costituiscono il cuore più autentico.

Tra progettualità e dimensione umana
Il tema scelto per questa edizione, “Ragioni e sentimenti”, ha attraversato il programma senza imporsi come cornice rigida. Il suo senso è emerso soprattutto nella pratica quotidiana della manifestazione. Da un lato, la necessità di scelte editoriali strutturate, coerenti e sostenibili; dall’altro, la componente umana che accompagna ogni lavoro sul testo: l’intuizione, il rischio, la fiducia riposta in un progetto o in un autore.
La fiera ha mostrato chiaramente questa tensione costante. Accanto agli incontri organizzati, ai panel e alle presentazioni, si sono aperti spazi di confronto meno formalizzati, in cui il discorso sull’editoria si è fatto più diretto. In questi contesti sono emerse riflessioni sulla fragilità economica del settore, sulle difficoltà distributive, ma anche sulla capacità delle realtà indipendenti di mantenere una propria identità culturale nonostante le pressioni del mercato.

L’editoria come lavoro collettivo
Uno degli aspetti più evidenti di Più libri più liberi 2025 è stato il carattere profondamente relazionale del lavoro editoriale. La fiera ha restituito l’immagine di un settore che vive di connessioni continue: tra editori, autori, traduttori, redattori, librai, agenti e lettori. Nessuna di queste figure opera in modo isolato, e la manifestazione ha reso visibile questa interdipendenza.
Il pubblico ha avuto un ruolo centrale. I lettori non si sono limitati a osservare, ma hanno partecipato attivamente, ponendo domande, esprimendo valutazioni, manifestando interessi specifici. Il confronto diretto ha spesso messo in discussione scelte date per acquisite, riportando l’attenzione sul senso e sulla funzione della produzione editoriale nel presente.

Il lavoro di Bottega editoriale
In questo contesto, Bottega editoriale ha partecipato alla fiera con un atteggiamento di ascolto e di confronto. L’agenzia ha attraversato l’edizione 2025 non soltanto per accompagnare i testi e gli autori rappresentati, ma per misurarsi con lo stato attuale dell’editoria e con le sue trasformazioni.
Nel corso delle giornate si sono svolti numerosi incontri informali con editori e operatori, confronti sui cataloghi, discussioni sui criteri di selezione e sulle prospettive future.
È emersa con chiarezza l’importanza del lavoro di mediazione: comprendere le linee editoriali, intercettare le esigenze reali delle case editrici, valutare tempi e modalità di sviluppo dei progetti.
Questo lavoro, spesso poco visibile, ha trovato nella fiera un contesto favorevole. La presenza fisica, il dialogo diretto e la possibilità di discutere i testi senza filtri hanno restituito all’attività dell’agenzia una dimensione concreta, fondata sul rapporto umano e sulla conoscenza reciproca.
Ovviamente, sono state diverse le attività svolte, fra le quali si può citare l’azione di promozione legata al libro Il Rapporto Segreto di Kruscev (Armando editore), a cura di Fulvio Mazza, alla trilogia Nella Tempesta (Armando editore) di Franca Mannu, al romanzo il Ponte (Balzano editore) di Alessandra Pinton, al testo I pettegoli di Moplen (Nep edizioni) di Rossella Filippetti, al saggio Il Golpe Borghese quarto grado di giudizio. La leadership di Gelli, il «golpista». Andreotti, i depistaggi della «Dottrina Maletti» di Fulvio Mazza e al Nuovo Manuale pratico di Scrittura (Rubbettino editore) di Bottega editoriale e Rino Tripodi.

Libertà editoriale e vincoli reali
Più libri più liberi 2025 ha mostrato con chiarezza che la libertà editoriale non coincide con l’assenza di limiti. Al contrario, essa si costruisce all’interno di vincoli ben definiti: economici, distributivi, culturali. La fiera ha restituito l’immagine di un settore che procede in equilibrio precario, cercando di tenere insieme sostenibilità e ricerca, continuità e innovazione.
In questo senso, la manifestazione ha funzionato come uno spazio di consapevolezza. Lontano da narrazioni idealizzate, il confronto tra operatori ha messo in luce le difficoltà reali del lavoro editoriale, ma anche la volontà diffusa di non rinunciare alla qualità, alla cura dei testi e alla costruzione di cataloghi riconoscibili.
A fiera conclusa, Più libri più liberi si è confermata come un osservatorio necessario del panorama editoriale italiano. Non un semplice evento promozionale, ma un luogo di riflessione, in cui l’editoria ha potuto interrogarsi sul proprio presente e sui propri orizzonti futuri.
Per Bottega editoriale, l’edizione 2025 ha rappresentato un momento di lavoro e di bilancio, utile per consolidare relazioni, rimettere a fuoco le pratiche e orientare le scelte successive. In un settore attraversato da cambiamenti rapidi e spesso disorientanti, la fiera ha ricordato che il libro resta, prima di tutto, un fatto umano: nasce da relazioni, da decisioni condivise e da un lavoro paziente che si costruisce nel tempo.

Fulvio Mazza e Mario Saccomanno

(direfarescrivere, anno XXII, n. 238, gennaio 2026)
 
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