Anno XIV, n. 152
settembre 2018
 
In primo piano
Tra sogni, delusioni e tante speranze:
il “viaggio” lungo le curve della vita
Quattro storie e diversi personaggi che si staccano dal quotidiano
nelle realtà che Massimiliano Costa descrive per Aracne editrice
di Luigi Innocente
Si dice che la vita altro non è che un libro, un semplice libro, uno come tanti, da leggere con cura, sfogliare, e perché no, magari da cambiare se proprio non riesce ad appassionare. I capitoli della vita di ogni essere umano vengono scritti giorno dopo giorno, ma le pagine più ricche e complete si compilano, automaticamente, viaggiando, andando alla ricerca continua del nuovo, vivendo nuove situazione e nuovi sfide. Viaggi reali sì, ma anche immaginari, interiori, utili alla conoscenza del proprio “io”, celato nell’inconscio.
È su questa scia che Massimiliano Costa, racconta quattro diverse realtà, apparentemente slegate e diverse tra di loro ma accomunate dalla partenza e dal distacco dal quotidiano, verso la via del cambiamento che si rivelerà funzionale a rispolverare sentimenti profondi, convinzioni ed emozioni mai esternate, e perfino a far emergere le ombre esistenti all’interno di rapporti umani all’apparenza scevre di incomprensioni.
Storie di persone che decidono, quindi, di voltare pagina, con tutti i rischi del caso, perché, quando si sfoglia un libro, non si sa mai, appunto, cosa possano riservare le pagine successive; si legge, inconsci di tutto e si va avanti. Questa è la vita!

In continuo cambiamento
Traits d’union di Massimiliano Costa (Aracne, pp.148, € 10,00) è un libro della “scuderia letteraria” di Bottega editoriale.
Si compone di quattro capitoli, ognuno corrispondente a una storia diversa, con rispettivi protagonisti, i quali rappresentano a pieno le caratteristiche dell’immenso “pianeta umano”. Essi nutrono sogni e speranze, celano dubbi, paure e incertezze, cercano l’amore, soffrono d’amore, sentono forte la necessità di svago, di movimento, diretti verso una meta, ma quale metà?
La prima vicenda è quella di Jago, un ragazzo come tanti, appena diplomato che si dirige a Jesolo per vivere nuove avventure e soprattutto per cercare di costruire una nuova vita: desidera un lavoro, se pur provvisorio, vuole vivere solo in completa autonomia. Conoscerà tanti ragazzi coetanei o più grandi di lui, ognuno con esperienze diverse, ognuno con i propri principi; Jago ha quindi l’occasione di confrontarsi con loro, ascoltare e soprattutto apprendere e riflettere. Si renderà conto che ciò che considerava eccessivamente banale, come ad esempio l’“umile” lavoro da lavapiatti non fosse poi così male, ma alla fine è la sua eccessiva testardaggine, dettata forse dalle sue insicurezze interiori ad avere la meglio e portarlo alla decisione di non intraprende quel nuovo lavoro e di non iniziare una “convivenza” con altri ragazzi. Tornerà a casa, con più incertezze di quando era partito per scoprire meglio se stesso.
Si prosegue con la storia della coppia di ragazzi, la cui giornata di relax si trasforma nell’occasione, purtroppo, di affrontare le problematiche più profonde; dal senso della vita alla coscienza umana, fino ad arrivare ai “mali” della politica e alla decadenza della società. Discorsi dettati forse dallo stress accumulato giorno per giorno che si presenta come ospite sgradito nelle giornate apparentemente più tranquille, o probabilmente dalla carenza del dialogo fra una coppia di innamorati, i quali non si confrontano come dovrebbero costantemente o che rinunciano a concedersi qualche momento di piacere. Insomma, un contenitore pronto a esplodere, a causa della molteplicità di elementi che lo riempiono, o, al contempo, per colpa di tutto ciò che manca per bilanciare i fattori negativi che la vita presenta, o semplicemente per solita la necessità di cambiamento che affligge l’essere umano. Nulla è eterno, forse nulla lo è mai stato, e, in tema di rapporti umani, le incomprensioni spesso sono un mero pretesto, ancora una volta, per voltare pagina.
Anche il protagonista del terzo racconto Adriano, un ragazzo semplice che si reca anch’egli a Jesolo per un lavoro estivo. Vivrà tante situazioni repentine, che lo porteranno a sentirsi più ricco alla fine della stagione estiva. Si troverà a fare tanti incontri, con persone di diverse arrivate da diverse parti del mondo ma stringerà amicizia con Roberto, sempre immerso tra letture classiche e poesie, e soprattutto Clara, una ragazza che alloggia nell’albergo dove lavora Adriano, della quale si invaghirà. Tutto scorre celermente e anche la conoscenza con Clara terminerà, di fatto, quando la stessa ripartirà con la madre, lasciando Adriano nello sconforto e nella tristezza, convinto, ormai, che le cose belle possono sfuggire in un batter d’occhio, in maniera cinica e ingiusta.
Il libro chiude con la storia d’amore tra Marion e Gunther, una coppia tedesca sposata da circa quarant’anni. È ancora Jesolo il luogo di riferimento, il posto che li aveva fatti conoscere quando erano ragazzi. Quella che inizialmente era una meta di divertimento giovanile è ormai, per loro, una tradizione, un appuntamento fisso, un modo per ribadire il loro legame indissolubile, se ce ne fosse ancora bisogno. La loro età ormai avanzata inizia a scaturire nel loro animo i timori tipici delle persone anziane; la paura che un malessere fisico potesse giungere inaspettato durante il soggiorno italiano cancellando il sogno di morire nel proprio Paese. Una paura che porta i due coniugi a valutare l’idea che il viaggio descritto fosse l’ultimo della loro vita. La consapevolezza e lo sconforto causato da questa decisione diventa l’occasione per abbracciarsi, coccolarsi e dirsi “ti amo”, proprio come quei due ragazzi di quarant’anni prima; il libro della loro vita è tutt’altro che vicino alla conclusione.

Nulla è perduto
Un’opera ricca di contenuti che descrive le mille sfumature dell’esistenza umana. Massimiliano Costa, attraverso storie comuni, semplici, è riuscito nell’intento di scaturire profonde riflessioni.
La vita altro non è che un insieme di attimi, spesso fugaci, quasi invisibili, ma che vanno vissuti a pieno, e possibilmente occorre andare alla ricerca di essi. Viaggiare vuol dire scoprire, vuol dire cercare altrove una parte di sé, la parte più silenziosa. Al contempo è sempre essenziale accettare ciò che si ha; la storia di Gunther e Marion, in particolare, ci insegna che nulla mai finisce del tutto, anche quando si iniziano a intravedere i titoli di coda. Le altre storie ci fanno capire che le cose non vanno mai come si vorrebbe, ma forse perché la vita ci sta dicendo di continuare, o iniziare, a sfogliare il libro della nostra esistenza.

Luigi Innocente

(direfarescrivere, anno XIV, n. 152, settembre 2018)
 
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