Anno XIV, n. 153
ottobre 2018
 
In primo piano
Bottega editoriale offre agli scrittori
di verificare se la Siae deve loro soldi.
Festeggia 10 anni di attività decidendo
di tutelare non gli editori ma gli autori
Invitiamo gli scrittori interessati, soprattutto i non iscritti alla Siae,
a contattarci per controllare se fanno parte di quelle migliaia
a cui la Siae deve dei soldi e che invece intasca dopo 5 anni,
dicendo che non riesce a trovarli. Risponderemo velocemente
Bottega editoriale
Vogliamo condividere con voi un evento speciale, un traguardo a cui teniamo particolarmente, perché, in fondo, è stato possibile raggiungerlo anche grazie a voi che ci leggete e seguite.
Bottega editoriale compie 10 anni. È nata difatti il 17 giugno 2008.
Per essere più precisi c’era stata una sorta di anteprima di un paio di anni, ma la nostra, la vostra, “Bottega”, brinda proprio adesso al suo decimo compleanno.

Pontieri e Rossi, Rutigliano e Marrapodi, Napoli e…
Ricordando l’impegno dei soci fondatori Annalisa Pontieri e Luciana Rossi, ma anche di Angela Potente e di Francesca Rinaldi, cogliamo l’occasione per ringraziare pubblicamente e con particolare forza anche i coordinatori della redazione, Cecilia Rutigliano, prima, e Ilenia Marrapodi, dopo, senza il cui apporto ben difficilmente avremmo potuto raggiungere i traguardi odierni. Se oggi siamo un’Agenzia letteraria nazionale riconosciuta e stimata come tale, lo dobbiamo anche, e sensibilmente, a loro. Come lo dobbiamo a Germana Luisi che ebbe l’intuizione iniziale di fondare un’agenzia letteraria, al grafico Fabio De Marco, che ci ha affiancato sin dall’inizio, e a Rino Tripodi che, dall’esterno, è stato sempre vicino alle nostre attività.
Il testimone sta passando ad una giovane generazione, rappresentata soprattutto, ma non solo, da Antonella Napoli, che saprà fare di più e di meglio. In tutti i casi il percorso fatto insieme è stato denso. In qualche caso anche assai lungo. Poi, seguendo i vari rivoli che la corrente del fiume ci crea, c’è chi si è accorto di avere maggior interesse per altre attività (la scuola, soprattutto), chi ha deciso di intraprendere altre strade, personali e professionali, e chi ha deciso di fondare un’agenzia letteraria, ponendosi così in diretta concorrenza con noi. È il caso di Cecilia Rutigliano e della sua Edillia con la quale collaboriamo spesso e volentieri e che, lungi dal farci sentire offesi per la concorrenza (anche perché del tutto leale, in quanto effettuata e concordata alla luce del sole) ci inorgoglisce, confermando la positività delle nostre impostazioni imprenditoriali.
I nostri trofei – quasi 300 pubblicazioni – sono stati, e sono, esposti sugli scaffali delle librerie ma sono anche raccolti in una pagina web consultabile al link: www.bottegaeditoriale.it/bottega/contenuti/1_Editoria.htm

Solo servizi agli autori
Bottega editoriale festeggia il suo primo decennio compiendo una svolta importante. Abbandona il settore dei “Servizi alle case editrici” e ai poteri forti editoriali per concentrarsi esclusivamente verso quello degli autori. No, non vogliamo rivestirci di bianco con la lancia in resta, non pretendiamo né l’aureola né la corona d’alloro. Non lo facciamo per beneficenza: il nostro è un lavoro, non è volontariato.
La scelta che facciamo è dunque di carattere strettamente professionale: ci siamo resi conto che – pur in un quadro generale di competenze multiple – bisogna specializzarsi. E noi lo facciamo, appunto, guardando solo agli autori.

La Siae dia agli autori i diritti che spettano loro
È anche in questo senso che Bottega editoriale rincara la dose nella sua battaglia versus la Siae. E come nella lotta tra Davide e Golia, Bottega editoriale passa dalla pubblica denuncia all’azione concreta, mettendosi così a disposizione degli autori, bistrattati dal famoso gigante, facendo leva sulle proprie piccole, ma (speriamo!) efficaci forze.
Prima di entrare nel merito evidenziamo che per riscuotere i diritti dovuti, gli autori non necessitano l’iscrizione alla Siae: i diritti che maturano a loro favore sui libri che vengono fotocopiati prescindono dall’iscrizione o meno alla Siae stessa, in quanto provengono da una legge. Dunque: come si potrà leggere dal sotto indicato link: www.bottegaeditoriale.it/questionidieditoria.asp?id=172 e dal Comunicato stampa che segue qui in calce, molti devono ricevere i propri diritti d’autore dalla Siae che nicchia a darli loro. Il motivo risiede, dice, nel non riuscire a trovarli. Abbiamo molti dubbi in proposito perché, da un lato, notiamo che fra i “non trovati” ci sarebbero tante persone notissime e, dall’altro, ci domandiamo quanta voglia possa avere la Siae di ricercare gli autori a cui dare i soldi loro spettanti, visto che, qualora non fossero reperibili, incamererebbe quanto avrebbe dovuto dare loro.
Riguardo alla percentuale economica che la Siae deve corrispondere agli autori dei libri oggetto di fotocopie, auspichiamo che questa intraprenda la via più veloce ed efficace: rivolgersi agli editori dei libri e farsi dare i recapiti degli autori in questione. E, per far ciò, necessita che ci sia una norma di legge o regolamentare che obblighi Siae ed editori ad agire in tal senso e a farlo subito e bene.
Ma, finché la Siae e gli editori tergiversano, bisogna far sì che questi soldi non si perdano nelle tasche della Siae stessa. Abbiamo deciso di aprire perciò un settore apposito della nostra agenzia per tutelare i diritti degli scrittori, ponendo costi bassi per l’espletamento di tale servizio. Invitiamo dunque tutti gli autori di libri, di qualsiasi genere, a contattarci all’indirizzo info@bottegaeditoriale.it . Risponderemo entro 48 ore specificando se spettano loro o meno soldi dalla Siae e, nel caso positivo, indicheremo la procedura da effettuare e li assisteremo in tal senso. Per i particolari cfr.: www.bottegaeditoriale.it/bottega/p2.asp. Il tutto, lo ripetiamo, fino a quando la situazione non si risolverà nel modo auspicato, con la Siae obbligata a comunicare agli editori i nominativi degli aventi diritto e con gli editori obbligati a fare da tramite.

Bottega editoriale

COMUNICATO STAMPA

Franceschini cerchiobottista nella risposta ai Cinquestelle
Smentisce la Siae sulla procedura relativa alla ricerca degli autori dei libri fotocopiati. Ma glissa sul fatto che la stessa Siae, dicendo di non riuscire a trovare gli autori (che invece sono spesso conosciutissimi), intasca i loro soldi --------------- Dario Franceschini, ministro uscente (che faccia subito le valigie, ci viene spontaneo da dire!), non vede, non sente e, per il parlare, balbetta sì e no. Questo è quanto emerge dalla risposta che il suo Ufficio Stampa ha diffuso in merito all’Interrogazione parlamentare che il senatore del “Movimento Cinquestelle”, Nicola Morra, ha posto riguardo alla (voluta?) inefficienza che la Siae e i suoi accoliti mostrano quando devono pagare gli autori dei libri fotocopiati.
Ricapitoliamo per capire meglio: la Siae incassa un certo importo dai negozi che fotocopiano i libri con il compito di trasmetterli poi agli autori dei libri fotocopiati. Ma in migliaia di casi la Siae sostiene di non riuscire a trovare gli aventi diritto. In un elenco che compare, molto difficilmente rintracciabile, sul sito della stessa Siae, troviamo che la medesima Siae dichiara di non riuscire a rintracciare neanche persone che rispondono al nome di Gad Lerner, Enrico Letta, Matteo Renzi, Roberto Saviano, Eugenio Scalfari, Gian Antonio Stella, ecc.
Che la Siae non sia riuscita a trovarli è veramente incredibile. Con danno evidente non tanto per gli autori menzionati (che di risorse proprie ne hanno già), quanto delle migliaia di poveri cristi ai quali farebbe assai bene recuperare un po’ di “diritti” economici. Gli importi non versati sono nell’ordine dei milioni di euro.
Oggi il ministero guidato da Franceschini sostanzialmente avalla questa (involontaria?) inefficienza della Siae e, dato che fra gli sconosciuti c’è Matteo Renzi allora si può dedurre che Franceschini lo abbia veramente rinnegato. Ma, dato che nell’elenco degli sconosciuti c’è anche Enrico Letta, allora deve trattarsi solamente (che ciò sia meglio o peggio è difficile a dirsi) di pura inefficienza, con qualche sospetto di malafede.
Ma andiamo a vedere cosa dice esattamente la risposta che il sottosegretario Antimo Cesaro, a nome del ministero, ha fornito al senatore Morra.
Con fare cerchiobottista smentisce sostanzialmente la Siae nel punto base: la Siae diceva che tutta la procedura da essa adottata per la ricerca degli autori “ha la preventiva approvazione della Direzione generale dei Beni librari del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali”. Mentre il ministero dice che questi “non svolge alcuna funzione, né tantomeno approva gli accordi sottoscritti tra la Siae e le Associazioni di categoria per le riproduzioni effettuate negli altri ambiti previsti dalla legge. L’attività di reprografia è regolata, quindi, dagli accordi intercorsi tra la Siae e le Associazioni di categoria interessate (Aie, Confartigianato, Crui, Unioncamere ed altre)”. La smentita, benché ovattata dal gergo burocratico è netta.
La parte rimanente della risposta ministeriale è costituta da generalgenerichegenericità poste attorno, però, ad un punto equivoco: va dunque tutto bene così, Madamalamarchesa?
Secondo il ministero di Franceschini, dunque, il fatto che la Siae non riesca a trovare nemmeno personaggi del calibro di quelli dei quali abbiamo fatto esempio, non è un problema. E non lo è nemmeno il fatto che, dopo soli 5 anni di (falsa?) ricerca, la Siae – per sua stessa ammissione – incameri i soldi degli autori che dice di non riuscire a trovare! La destinazione dichiarata di tali fondi è per fare beneficienza regalando libri per iniziative sociali. Non viene però evidenziato con quale criterio vengono acquistati tali libri e ben forte rimane il sospetto che vengano privilegiati gli acquisti a beneficio dei grandi editori egemoni dell’Aie stessa. Ma l’obiezione è soprattutto un’altra: non sarebbe meglio che la Siae facesse beneficienza con i soldi propri e non invece con quelli degli scrittori privati dai propri diritti d’autore?
Ma quali sono queste efficienti associazioni che, guidate dall’efficientissima Siae non riescono nemmeno a trovare autori così noti? Straniti da ciò abbiamo ripetutamente chiesto lumi all’Ufficio Stampa del citato Ministero di Franceschini che però ha preferito tacere.
Una novità è invece emersa dalla stessa Siae. Il suo Ufficio stampa ci ha dichiarato che l’Aie e le varie associazioni degli scrittori (tutte più teoriche che reali, fra le quali ne emerge una particolarmente virtuale, “l’associazione Reprò”) – hanno unanimemente affidato all’Ediser l’incarico di cercare gli autori aventi diritto ai proventi della reprografia. Col il pieno avallo della Siae, ovviamente.
Al che ci siamo ovviamente rivolti all’Ediser e all’Associazione italiana Editori (che è la proprietaria dell’Ediser) per capire come mai non riescono a trovare gli autori da pagare, in particolare, quale fosse la proporzione fra gli autori trovati e quelli non trovati. Ma hanno preferito tacere.
Rimane, in estrema sintesi, il problema base enunciato all’inizio: migliaia di autori non hanno percepito i diritti sulle fotocopie dei propri libri in quanto la Siae, l’Aie e le associazioni la cui rappresentatività è assai virtuale hanno incaricato l’Ediser-Aie (in palese conflitto d’interessi, dunque) a svolgere tale servizio. Lo svolgono così male che i soldi degli autori vengono incamerati dalla Siae stessa che li utilizza per sue iniziative con beneficio suo e, molto probabilmente, dell’Aie medesima.
Vorrà, il nuovo ministro per i Beni culturali, bloccare questa scandalosa situazione e far sì che i milioni di euro oggi avviati verso la Siae vadano invece agli autori aventi diritto?

Roma/Rende, 12.4.2018

(direfarescrivere, anno XIV, n. 149, giugno 2018)
 
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