Anno XIV, n. 155
dicembre 2018
 
In primo piano
Paura e segreti nascosti e poi svelati
tra le onde del mar Mediterraneo
Un intrigante romanzo di Massimo Gregori Grgič per il Ciliegio,
sulla mutevolezza del mare e la volubilità degli uomini
di Maria Chiara Paone
«Chi disse: “Preferisco avere fortuna che talento”, percepì l’essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte in una partita la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre o tornare indietro. Con un po’ di fortuna va oltre e allora si vince. Oppure no e allora si perde»: l’incipit di Match Point, celebre film di Woody Allen – in cui è fondamentale la casualità e le conseguenze a essa legata – sembra calzare a pennello per dare una sommaria descrizione di Avviso di pericolo (Edizioni il Ciliegio, pp. 240, € 15,00), nuovo libro di Massimo Gregori Grgič.
Nuovo in tutti i sensi; infatti l’autore, dopo essersi ispirato alla vita di Seneca e alla storia della congiura de’ Pazzi – in Omicidio in cattedrale. Storia di una congiura di cui potete leggere la recensione qui ( www.bottegascriptamanent.it/?modulo=Articolo&id=2135&idedizione=131) – per questa terza opera, appartenente alla “scuderia letteraria” di Bottega editoriale, lascia da parte il filone storico per addentrarsi nel mondo contemporaneo; tuttavia rimane fedele al suo genere, creando un thriller emozionante.

Una storia di mare
Fin dalle prime pagine vi è un susseguirsi di eventi, apparentemente scollegati tra loro; quelli che riguardano Sow Fee Wong, un primo ufficiale malese avido e senza scrupoli, alle prese con un traffico illecito di merce e gli altri, narrati dalla prospettiva di Giorgio Nervi, un giovane imprenditore italiano in gita sul Mediterraneo, approfittando della stagione estiva e dell’incontro imminente con la sua giovane amante.
Però un incidente porterà le due storie a intersecarsi; un container gettato in mare da Wong e i suoi soci finirà sulla scia del panfilo di Giorgio, costringendo lui e i suoi amici a una corsa contro il tempo per la sopravvivenza.
I personaggi, sebbene siano tanti, sono ben caratterizzati, anche quelli più esterni alle vicende centrali; ognuno occupa in modo accurato il tempo a loro disposizione sulla pagina, come attori su un palcoscenico, portando il lettore a conoscere i retroscena delle loro vite. Esempio di ciò può essere la storia di Eliana, moglie di Giorgio che, come lui, si rifugia in una relazione extraconiugale per nascondere la frustrazione di un amore che ormai non esiste più; o l’esperienza amara e toccante di Guy Mathieu, capitano della nave su cui lavora Wong e che si renderà suo complice solo per il benessere del figlio.
Un’importanza fondamentale la ricopre il mare stesso, non solo ambientazione ma anche protagonista dell’intera storia, con la sua dose di casualità e di caso; infatti, come possiamo leggere in alcuni estratti del libro, «il mare gli ha dato tante soddisfazioni, denaro, potere» ma a volte la sua imprevedibilità è fonte di sventura e «a volte richiede un pedaggio molto alto a chi ci si avventura».

Una storia d’amore…
Nonostante l’atmosfera al cardiopalma che si percepisce durante l’intero racconto, per arrivare poi a mostrare la fatidica risoluzione per i protagonisti, un altro elemento che sembra essere ovunque è quello dell’amore, in tutte le sue forme; quello fedifrago tra Giorgio ed Eliana, che rimangono insieme solo per non scatenare uno scandalo; l’affetto genitoriale che va dal già citato capitan Mathieu, che tradisce i suoi principi per il futuro del figlio a quello di Melvina Nervi, madre di Giorgio, più accennato ma comunque evidente durante la notte dell’incidente; quello tra Giorgio e Rachele, la sua giovane amante che, nonostante siano entrambi coinvolti in altre relazioni sembra sincero, come si può leggere: «Giorgio crede che se ne siano accorti tutti, che la scarica elettrica sia stata forte come un fulmine. […] Non ha visto né sentito più niente: si è diretto verso Rachele come trascinato dalla corrente di un fiume. Anche Rachele ha smesso di sorridere […]. Sono rimasti in silenzio per un millennio: poi hanno sorriso entrambi, come se si conoscessero da un milione di anni, come se il mondo fosse stato creato solo per loro, amanti da sempre. […] Un’intesa perfetta, un grande amore. E l’amore, secondo alcuni studiosi, è una forma di patologia mentale».

… e d’interesse
Non ci si deve però aspettare una storia di soli sentimentalismi. Infatti l’intera vicenda è avvolta da una velata denuncia sull’immoralità che può albergare nell’animo umano; a parte pochi gesti caritatevoli, vi è un’estrema indifferenza verso la tragedia in atto e anzi, alcuni personaggi cercheranno di assecondarla per raggiungere i loro scopi.
Anche il mondo dell’armatore viene visto con luci e ombre, in cui si lavora certamente sodo ma che non verrà compatito per la “colpa” di aver mostrato la sua ricchezza sfrontata: «[…] “uno yacht di lusso”. Come se esistessero gli yacht “da miseria”. Il generale, a torto o a ragione, coglie tutta una serie di sottintesi in quelle due parole: in fondo sono cavoli loro. Che andassero a lavorare anziché in giro con gli yacht di lusso! Che poi bisogna anche andarli a cercare, loro e il loro lusso».

Lo stile
L’autore riesce a evidenziare questa varietà di aspetti mediante uno stile asciutto e dinamico, con un vocabolario nautico ben preciso, pronto a essere “decifrato” grazie al Glossario finale.
La presenza di stacchi narrativi prolunga inesorabilmente la lettura, portando il lettore all’interno di una piacevole suspence da cui sarà poi difficile riemergere.

Maria Chiara Paone

(bottegascriptamanent, anno XII, n. 128, maggio 2018)
 
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