Anno XV, n. 166
novembre 2019
 
In primo piano
Siderno e la Locride: il nuovo itinerario
alla scoperta delle città della Calabria
Da Rubbettino editore un approfondimento storico, sociopolitico,
culturale ed economico corredato da affascinanti iconografie
di Vincenzo Femia
Diciottesimo volume per la collana Le città della Calabria, curata da Fulvio Mazza, con la consulenza scientifica di Fausto Cozzetto, frutto di una riuscita sinergia tra la Banca Popolare del Mezzogiorno e la casa editrice Rubbettino. Con i due volumi della consorella collana Le città della Sicilia (Messina e Catania) si giunge dunque a venti pubblicazioni. Il volume che qui trattiamo è un utile e agevole strumento di approfondimento. Quest’anno i riflettori sono puntati sulla Locride, subregione dalla storia plurisecolare, dalle dinamiche sociali, economiche e culturali complicate ma anche sorprendenti, tutte da decifrare, e dalle bellezze artistiche e naturali tra le più incantevoli della Calabria.
Siderno e la Locride (Rubbettino, pp. 400, € 45,00): è chiaro che il viaggio di quest’anno inizia proprio con Siderno, città principale per peso economico e ricettività turistica, che si affaccia sul basso Jonio reggino, nella “Riviera dei Gelsomini”. Tra i circa quaranta comuni della Locride, spiccano, per motivi diversi, due altre cittadine: Gerace e Locri, genitrice e figlia l’una dell’altra. Se, infatti, il centro urbano collinare di Santa Ciriaca – toponimo precursore dell’odierno Gerace – nasce in seguito alla migrazione della popolazione di Locri Epizefiri su un’altura più sicura per difendersi dalle incursioni via mare dei Saraceni e dalla malaria diffusa in pianura, è pur vero che Gerace Marina (Locri dal 1934) è il prodotto di una migrazione in senso inverso, dall’entroterra rupestre alla costa.
Siderno, Gerace e Locri, dunque: la loro storia, i loro impulsi culturali, le loro dinamiche economiche e politiche come chiavi di lettura per conoscere e “capire” l’intera Locride.

Il Passato: la Locride dalle origini alla Prima guerra mondiale
Com’è tradizione per i volumi della suddetta collana, anche Siderno e la Locride è suddiviso in due sezioni, la prima delle quali è Il Passato. Essa prende le mosse da una dettagliata Introduzione alla parte prima che il citato Cozzetto – docente di Storia moderna presso l’Università della Calabria – così avvia: «La parte che vado a introdurre affronta un’epoca storica molto ampia: partendo dalla Locri antica, attraversando la Gerace medievale, per giungere alla Roccella moderna e alla Siderno risorgimentale, fino alla Prima guerra mondiale, è profondamente esplicativa del valore storiografico che questo volume può rappresentare per comprendere la complessità della storia della regione e dei suoi centri urbani».
In effetti, la prima parte del volume in questione segue un itinerario storico che ha inizio da La Locride nella storia antica. Gli autori di tale saggio – gli archeologi Massimo Cardosa, Eleonora Grillo, Maria Teresa Iannelli, Margherita Milanesio Macrì e Claudio Sabbione – si concentrano, nello specifico, sulle vicende della Locride in Età preistorica e protostorica, sulla nascita e sullo sviluppo della polis magnogreca di Locri Epizefiri, sulle tematiche e sulle problematiche storico-archeologiche di Età greca e romana, accostando ai dati delle fonti antiche le conclusioni delle ricerche archeologiche compiute nell’ultimo secolo.
Enzo D’Agostino e Domenico Romeo, storici della subregione jonica reggina e autori del saggio Dalla tarda antichità all’Età moderna, si muovono, invece, lungo una traccia che dalla fondazione di Gerace e dall’analisi delle caratteristiche insediative e delle pregevoli soluzioni urbanistiche, che ancora oggi ne fanno un gioiello tra le città d’arte meridionali, conduce a un ritratto di Siderno tra il Quattrocento e il Cinquecento, passando attraverso le vicissitudini dei centri costieri e pedemontani della Locride nell’Età bizantina e in quella normanna, nel periodo di dominazione sveva e sotto quella angioina.
Il saggio L’Età moderna dal Viceregno spagnolo ai Napoleonidi, redatto dallo storico Vincenzo Naymo, è invece incentrato sul processo di affermazione del ceto feudale e sulle vicende sociopolitiche dei diversi aggregati feudali a cui appartenevano i centri abitati della Locride. Dal profilo in continua evoluzione del distretto di Gerace, che nel suo momento di massimo splendore raggiunse i 1.200 chilometri quadrati di estensione, si passa all’affermazione di idee sovversive che fecero di Siderno l’unica cittadina della Locride ad aderire alla Repubblica giacobina napoletana del 1799.
Infine, in Restaurazione e Risorgimento: i fondamenti della Locride contemporanea, l’architetto Francesca Valensise fornisce una ricostruzione del profondo processo di modernizzazione territoriale amministrativa e socioeconomica che interessò Siderno, Gerace, Locri e il circondario dall’inizio del XIX secolo ai primi del Novecento.

Il Presente: dal Primo dopoguerra ai giorni nostri
Anche l’Introduzione alla parte seconda, riferita alla sezione Il Presente, è redatta da Fausto Cozzetto. Quella proposta è una chiave di lettura degli ultimi cento anni di storia della Locride, nella quale l’autore sottolinea come i seguenti tre capitoli costituiscano «non il dipanarsi di una asettica ricostruzione storica della contemporaneità della Locride, nella sua dimensione politica, culturale e, alla fine, economica, quanto una unitaria visione dello sforzo di una vasta comunità umana di affermarsi superando le difficoltà che la natura, i tempi e quanto di più inaccettabile vi è nel familismo amorale che, nel passato come nel presente, sconfigge con una parte minoritaria della peraltro civilissima popolazione della Locride, la superiore coscienza civile». Una coscienza civile comunque viva e pulsante a tutti i livelli: dalle manifestazioni successive all’omicidio di Francesco Fortugno, avvenuto nel 2005, alle sempre più numerose denunce da parte di commercianti vittime del pizzo, fino alla diffusa consapevolezza dei cittadini della Locride che la ’ndrangheta sia un vero e proprio cancro per lo sviluppo del loro territorio, come efficacemente dimostrato dall’encomiabile lavoro di un figlio di questa terra, il magistrato antimafia Nicola Gratteri, geracese doc.
Segue il saggio Gli scenari politico-amministrativi dell’Età contemporanea, un’accurata analisi comparativa delle vicende politiche delle realtà sidernese, locrese e geracese. Collegando il presente al passato politico-amministrativo dei tre centri, due giovani studiosi – Elisa Calabrò e Giuseppe Ferraro – forniscono una puntuale lettura in termini di continuità storica ed istituzionale delle cittadine analizzate, cogliendo il realizzarsi di condizioni sociopolitiche destinate a permanere fino ai giorni nostri, e rappresentando la cifra di tre realtà civili e amministrative molto diverse tra loro, ma rese “sorelle gemelle eterozigote” da processi di trasformazione che hanno contribuito a farle divenire centri di rilievo della Calabria jonica.
In Scrittori, impegno e diaspora intellettuale nel Novecento culturale della Locride, invece, i due autori – Maria Rosa D’Agostino e Marco Gatto – si adoperano nel far risaltare la particolare vitalità culturale della Locride, sottolineando allo stesso tempo le peculiarità e le anomalie – talvolta coincidenti – della vita sociale ed intellettuale di tale lembo di Calabria. D’Agostino, architetto e promotrice culturale, offre ai lettori una dettagliata panoramica sulla vivacità artistica della zona, mentre il critico letterario Gatto focalizza la sua attenzione sulle numerose espressioni letterarie.
Infine gli economisti Fabio Mostaccio e Monica Musolino, nel loro Le trasformazioni urbane e socioeconomiche dal Novecento a oggi, offrono al lettore la possibilità di ripercorrere il processo di modernizzazione produttiva, economica e urbanistica che la Locride “subì” tra gli anni Cinquanta e Ottanta sull’onda della politica meridionalista dei governi nazionali fatta, però, secondo gli autori, anche di molte inadempienze, opportunisticamente colmate da fenomeni delinquenziali di portata internazionale, ma che, tuttavia, grazie alla capacità degli attori economici pubblici e privati locali di assumersi nuove responsabilità e di cooperare, sembrano ora superabili, aprendo la strada all’emergere di un nuovo dinamismo in alcuni settori.

Appendice statistica, Indice dei nomi e Apparato didascalico
Tre ulteriori punti di forza di Siderno e la Locride si possono individuare nell’Appendice statistica, nell’Indice dei nomi e nell’Apparato didascalico.
Mostaccio e Musolino sono autori, oltre che del saggio sull’economia locale, anche di una corposa Appendice statistica: i dati relativi a Siderno, Gerace e Locri, incrociati con le statistiche dell’intero territorio provinciale e regionale, consentono di ottenere un dettagliato quadro d’insieme della realtà demografica e socioeconomica della Locride.
Al lavoro della giovane studiosa Petronilla Bonavita si deve, invece, la particolare accuratezza dell’Indice dei nomi: uno strumento di ricerca e consultazione tanto più prezioso quanto più minuziosamente e precisamente redatto.
Infine, all’impianto iconografico di notevole quantità e qualità si accompagna un Apparato didascalico la cui accurata puntualità offre al lettore, com’è tradizione per i volumi della collana Le città della Calabria, oltre che una lettura integrativa, anche la possibilità di una lettura alternativa dei volumi stessi.
Il tutto è stato organizzato e “confezionato” dalla redazione gestita dall’agenzia letteraria la Bottega editoriale. Coordinata dalla citata Calabrò e formata, tra gli altri, da Ilenia Marrapodi e da Angelica Terrioti, la redazione – grazie al bell’apparato fotografico realizzato soprattutto da Gigi Romano, con inserimenti preziosi rappresentati dalle immagini di Giulio Archinà – ha saputo fornire anche una suggestiva rappresentazione iconografica della zona.
Prossime tappe: Sibari-Cassano all’Ionio e Fabrizia-Serra San Bruno.

Vincenzo Femia

(direfarescrivere, anno VII, n. 61, gennaio 2011)
 
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