Anno XVIII, n. 200
settembre 2022
 
La recensione libraria
Quando i libri fanno più rivoluzione
di qualsiasi altra cosa. Anche delle
Br e dei loro sogni velleitari
La storia di Francesco Cirillo
per Città del sole edizioni
di Emiliano Peguiron
È possibile condensare l’amore per il mondo del libro in un piccolo ma avvincente volume? La risposta è affermativa e viene data da Francesco Cirillo nel testo Il bibliotecario delle Brigate Rosse. Divagazioni sulla lettura, i libri e le librerie. Ad uso delle nuove generazioni (Città del sole edizioni, pp. 128, € 12,00).
L’autore attraverso gli aneddoti, le avventure (e le disavventure) sulle sue attività di edicolante, libraio e giornalista, trasporta il lettore nel magico mondo del libro in tutte le sue numerose sfumature.
La Prefazione di Franco Dionesalvi, grande poeta e scrittore recentemente scomparso, è particolarmente utile poiché in essa vengono analizzate e anticipate alcune delle tematiche e dei punti salienti dell’autobiografia del bibliotecario delle Brigate Rosse.
Altri importanti spunti vengono offerti immediatamente. Infatti, basta prendere in mano questo piccolo libro che parla di libri per notare due importanti dettagli. In primo luogo, l’immagine di copertina raffigurante la Holland House Library di Londra devastata dai bombardamenti nazisti nel 1940 e, in secondo luogo, subito dopo il sottotitolo, la dicitura «Ad uso delle nuove generazioni». Una foto e un intento che trovano la loro ideale collocazione nella vita di Cirillo.
Passiamo dunque in rassegna questi spunti concessi dall’autore e lo stimolante contenuto della sua storia.

Libri imprigionati e libri bruciati
Chi è il bibliotecario delle Brigate Rosse? Perché ha ricevuto un soprannome del genere? Si tratta proprio dell’autore del volume qui recensito e questo appellativo gli è stato assegnato da un cappellano del carcere di Palmi per la sua attività di librario all’interno della prigione. Una passione, quella per i libri, che Cirillo porta con sé ovunque vada e di questo grande amore ne racconta tutti gli aspetti.
E come si può immaginare osservando la copertina di questa autobiografia non tutti gli aneddoti sui libri sono allegri. Uno su tutti riguarda lo sfortunato incendio avvenuto nella casa della madre dello scrittore, incendio che ha bruciato tutti i suoi libri, le sue riviste e i suoi quotidiani. Attraverso questo e altri racconti di esperienze personali, l’autore riesce a coinvolgere chi legge nelle sue profonde riflessioni, come quella circa i roghi di libri, i testi messi all’Indice e tutte le censure che hanno dovuto subire gli intellettuali nei vari contesti sociopolitici.
Non troviamo, però, soltanto scene di devastazione e sofferenza ma anche curiosi e divertenti siparietti che hanno sempre come protagonisti i libri…

Libri nascosti
Uno dei racconti più esilaranti e che costituiscono la parte più comica del volume è quello riguardante l’abitudine da parte dei libri in possesso dell’autore di nascondersi e non farsi trovare. Con questi scherzi però chi scrive riferisce che gli altri testi sbucano fuori dal nulla, hanno scelto di farsi leggere o, perché no, rileggere.
Intervallando momenti più allegri a momenti di sconforto all’interno della sua autobiografia, l’autore racconta un altro episodio contrassegnato dalla comicità esplosiva e, allo stesso tempo, dalla frustrazione. Ci riferiamo a quello contenuto nel capitolo Edicolanti pazzi in cui il protagonista della storia è l’autore stesso in qualità di proprietario di un’edicola, lavoro che ha svolto dal 1977 al 1998. L’edicolante si trova a dover fare i conti con numerosi imprevisti, con i capricci del cliente e dei distributori, arrivando all’esasperazione. Il finale del racconto è esuberante in tutta la sua ironia. L’edicolante, infatti, trova riparo dalla situazione stressante che si è venuta a creare, ma in che modo? L’epilogo vi lascerà completamente spiazzati!

Un importante documento per le nuove generazioni
L’ultimo capitolo di questo saggio breve e ricco di spunti si intitola Educare. Gli aspetti nascosti dalle vicende personali dell’autore vengono definitivamente portati in superficie. Infatti, viene espresso il concetto di educazione alla bellezza che è là fuori, a portata di mano, ma non sempre comprensibile. Per comprenderla ci vogliono buoni maestri e l’autore ne cita moltissimi: da Pier Paolo Pasolini a Daniel Pennac, da Philip K. Dick a Kurt Vonnegut, da Ray Bradbury a Edgar Allan Poe.
Ecco, quindi, due elementi fondamentali che ci vengono svelati attraverso il sottotesto del bibliotecario delle Brigate Rosse: quello antropologico e quello pedagogico strettamente legati ai libri e alla lettura. Il primo perché grazie al fantastico mondo dei libri veniamo a contatto con diverse culture e interpretazioni del mondo, ci avviciniamo, in maniera preliminare, all’altro. Il secondo perché i libri possono offrire ai lettori un’infinità di insegnamenti, sono anch’essi dei maestri, da sfogliare, da vivere.
Ed ecco, quindi, che tutto torna e che questo libro è davvero da consigliare alle nuove generazioni.

Emiliano Peguiron

(direfarescrivere, anno XVIII, n. 200, settembre 2022)
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