Anno XV, n. 164
settembre 2019
 
La recensione libraria
L’eros: un mix di sesso e unione
con cui si genera una spiritualità.
Gli studiosi cosa ne pensano?
Diversi e qualificati commenti al Breviario
di Comunicazione erotica
di Emanuela Cangemi
di Giuseppe Chielli
Il libro che stiamo qui a recensire è un libro del tutto anomalo e particolare. Non è una normale pubblicazione ma “un libro su un libro”. Come potrà vedere il lettore che ci seguirà in questo articolo di presentazione, Riflessioni su “Breviario” di Comunicazione erotica (Bottega editoriale, pp. 40, € 5,00) è, difatti, una pubblicazione, di autori vari, che prende spunto dal libro di Emanuela Cangemi, “Breviario” di Comunicazione erotica. Romanzo psicologico in chiave musicoterapica (Falco editore, pp. 114, € 13,00), un libro della “Scuderia letteraria” di Bottega editoriale che, in una formula cara a questa autrice, quella del romanzo/saggio, tratta, con coraggio intellettuale, la materia della Comunicazione erotica.
Un testo che ha subito numerose censure e che ha spinto diversi intellettuali a dire la loro per iscritto. Ne sono scaturiti testi di vario approfondimento e di differenziato taglio ma tutti di interesse estremo. Da qui la decisione di Cangemi di raccoglierli, appunto, in una pubblicazione autonoma.

Il punto di partenza: un romanzo psicologico
In primis conviene ricordare che il testo di Cangemi è, appunto, un romanzo psicologico in cui, attraverso le ricerche di due studiosi, Aurora e Filippo (che durante il loro rapporto di lavoro si innamoreranno), si scopre che una soluzione possibile per mantenere intatto l’eros tra due persone è quella della comunicazione in generale e, particolarmente, della musicoterapia intesa come possibile tecnica riabilitativa di coppia. Dunque non è un romanzo sul sesso materiale, ma sulla sfera dell’eros in senso lato. Da queste concezioni si sviluppano riflessioni di diversi esperti, in forma di interventi brevi ma efficaci.
Le Riflessioni prendono vita con una Premessa dell’autrice della pubblicazione esaminata, Emanuela Cangemi, in cui si ribadisce l’intento del suo saggio/romanzo, rivolto, per utilizzare le sue parole, «a tutte quelle persone in grado ancora di chiedere spiegazioni: “Perché ti comporti così?” “Che cosa ti ho fatto?” “Perché non percepisco più quello che un tempo sentivo per te?” “Dove abbiamo sbagliato?” Ricordando, però, che “ognuno” è un altro “me” da rispettare».
L’autrice in questo frangente utilizza uno stile e un linguaggio molto musicale, proprio per determinare la sensibilità di ognuno che è un io diverso dal proprio: ma, ripensando alle proteste e alle censure, da qui parte una riflessione. Infatti come dichiara poco più in là, crede di aver peccato, nell’utilizzo di tale semplicità, di presunzione: «le pulsioni sono cose semplici da attivare, ma le emozioni possono essere capite, quindi spiegate, sentite, quindi comprese».
Da qui, appunto, la volontà di far nascere tale raccolta, che, firmata da gente “autorevole” sulla carta, può fornire ancora più scientificità al saggio da cui trae spunto.
Effettueremo, quindi, una rapida carrellata su ciascuno dei saggi che costituiscono le Riflessioni.

L’avvocato matrimonialista, la musicista…
Il primo fra questi è quello dell’avvocato matrimonialista Rossella Altomare, dal titolo: Il fascino discreto della musicoterapia di coppia, che traccia un quadro del rapporto di coppia nella storia del nostro ordinamento giuridico. Altomare ricorda inoltre che: «Emanuela Cangemi, da terapeuta qual è, ha saputo spiegare ed evidenziare chiaramente nel suo saggio che, nella vita di coppia, la comunicazione senza veli è necessaria, importante, meglio, fondamentale», dove per «comunicazione senza veli» possiamo intendere i rapporti sessuali, e il clima armonico e musicale che tra due si genera. In seguito si ricorda la sottomissione, anche dal punto di vista giuridico, che la donna aveva verso l’uomo, fino a qualche decennio fa. Oggi invece non è fortunatamente più così. Un problema sempre più impellente nella società moderna, le coppie e la loro armonia. Ormai i litigi ne portano tante, giovani e non, a chiedere il divorzio. Ci si trova dinanzi a una fragilità incredibile dei rapporti sentimentali, causata anche da un vuoto generale dei sentimenti dei nostri tempi. Viviamo in una società nella quale ormai predomina più l’apparire sull’essere, e quindi, dinanzi a serie tematiche, spesso non si riescono a risolvere i problemi. Le coppie, conclude, affinché durino, è bene che mantengano la loro alchimia primordiale, attraverso la chiave della sensualità.
Particolare è anche l’intervento della musicista Antonella Barbarossa nel suo intervento dal titolo: Il mistero delle chat e del piacere confuso, nel quale si parla della connessione tra musica e anima, e successivamente del nesso “musicale” di coppia, mediante un excursus storico su come gli antichi intendessero l’influenza della musica sull’anima: dai greci fino all’età moderna. Inoltre, si fa notare come per Aurora la musica sia vista come una forma di evasione dal quotidiano.

Uno sguardo vale più di mille parole
Nel suo saggio dal titolo: Gli aspetti erotico-comunicativi della coppia, Massimiliano Bruno, professore di Scienze motorie, sostiene come la comunicazione non verbale sia essenziale nei rapporti umani, in una riflessione che va dall’analisi anatomica del sistema limbico, responsabile della gestione delle pulsioni e della libido, studiata da Freud e Jung, fino alla necessità di ascoltare di più il proprio corpo e quello del partner rispetto alle parole, che possono essere portatrici di menzogna. Inoltre, per teorizzare uno dei modi mediante cui si può avere un buon risultato sul piano relazione, dichiara: «Più riusciamo ad aprire la nostra mente e a manifestare le nostre pulsioni, al fine di esporre le nostre idee, più il nostro corpo sarà accomodante e più facilmente gestibile anche in situazioni che di per sé potrebbero sembrare o risultare effettivamente imbarazzanti».
Abbiamo poi il parere di un altro musicista, il pianista Dario Candela, che si focalizza nel suo breve ma intenso intervento su significato di armonia, termine che può essere utilizzato sia nel concetto della musica che in quello di una relazione e che porta a riflettere come la musica «(non quella moderna perché soggetta più al mercenario che all’ispirazione) può essere l’arte più libera e comprendere tutto: il poetico, il divino, l’osceno e il diabolico, senza freni e senza inibizioni, senza timore di censure e auto-censure».
Segue l’intervento del docente di Sociologia della comunicazione e Metodologia della didattica Dario Liguori che in primo luogo inquadra il libro in una cornice letteraria, ma poi aggiunge la sua opinione personale, svolgendo quindi una sorta di recensione, come si evidenzia dal testo qui tratto in cui anche lui riprende, come la Barbarossa, il tema della comunicazione virtuale: «La cornice scelta per la descrizione della trama non è di per sé nuova, non è l’elemento prioritario, tuttavia, la modalità adottata nell’uso della chat richiama il problema della comunicazione sociale ormai imperante e tanto invadente negli ultimi anni; e lo scambio di opinioni e di pensieri tra i due personaggi, apparentemente così distanti, rappresenta con grande dinamicità e realismo il clima d’intimità che piano piano stabilisce nuove gerarchie nelle vite di Aurora e di Filippo».
Abbiamo poi Rolando Proietti Mancini, musicoterapista clinico, nel suo intervento dal titolo Analisi musicoterapica del breviario di comunicazione erotica in cui insiste sugli effetti clinico-fisiologici che ha la musica sull’organismo umano. Dopo aver citato la definizione di Galimberti data al termine emozione – che inizia con «reazione affettiva intensa con insorgenza acuta e di breve durata, determinata da uno stimolo ambientale» – parla degli effetti della musica sull’animo e sull’organismo umano, e dunque non solo sotto una sfera di natura psicologica, riuscendo infine a ricreare e descrivere quella che viene chiamata «“mappa sensoriale” che costituisce la base per la conoscenza completa».
Singolari e sulla stessa linea due interventi, entrambi provenienti dal settore medico: il primo di Michele Miceli, anestesista, che parla del nesso tra chimica e natura come la base dell’amore sensuale. In fondo, ogni cosa nel mondo è fondata su formule chimiche: così sono l’amore e l’eros, intesi come un insieme di ormoni ed elementi. Curiosa, quanto seria, è l’argomentazione di Anna Rita Palucci, medico veterinario. Parla della sfera della sessualità nel mondo animale, più naturale, rispetto a quella dell’uomo. Sempre nell’ambito medico, nel suo breve intervento il dermatologo Antonio Ponti invece parla dell’alchimia e della complicità nella comunicazione erotica. Afferma infatti: «Mi sembra pertanto che il Breviario voglia dire che non esiste “breviario di comunicazione”, o meglio non esistono artifici in questo scambio, ma che la comunicazione tra individui e a maggior ragione quella erotica, esiste, a dispetto di ogni condizionamento, solo quando gli individui, nel loro intimo, sentono di volerla».

Il mistero dell’eros e il suo significato
Successivamente sono riportati diversi interventi di scrittori e docenti. La scrittrice Margherita Salvador nel suo intervento L’importanza delle percezioni sensibili nella comunicazione erotica parla di quelle che sono la letteratura e, appunto, la comunicazione nella relazione di coppia. In modo particolare parla di come sono tratteggiate le due figure di Aurora e Filippo, descrivendoli quasi come due forze che si completano a vicenda, poiché all’aspetto maschile «fortemente legato all’azione, alla fisicità e agli aspetti più impulsivi, si aggiunge anche quello femminile, più legato all’amore, ai sensi e ai sentimenti».
Questo, inoltre, è un libro che consente di comprendere l’eros in una chiave non solo sessuale. Su questa linea si collocano due docenti. La professoressa di Letteratura italiana e storia Maria Scornaienchi sostiene che questo libro può essere, se guidato, un valido strumento per conoscere la sfera dell’erotismo. Spesso i giovani di oggi intendono il sesso in chiave materiale, mentre questo libro spiega l’eros, toccando un argomento spesso censurato a scuola, ma che desta ovviamente molta curiosità. Invece la docente di Storia Rossana Sicilia pone la questione in chiave esegetico-filosofia. Dice infatti: «La Cangemi, tramite l’elaborazione di questo suo lavoro, è riuscita, con profonde capacità, a compiere una costruzione lessicale chiara e concreta, a stimolare la riflessione e ad accompagnare il lettore verso un percorso contornato da una serie di interrogativi, dilemmi e dubbi che riguardano l’eros.
È riuscita a proporre, attraverso un intenso interscambio verbale incastonato nella sfera psicologica, due posizioni contrastanti che richiamano e ripropongono le specificità femminili e maschili».
In conclusione possiamo affermare come queste Riflessioni effettuate da parte di professionisti di vari settori affini alle discipline trattate nel testo di Emanuela Cangemi siano state utili e pungenti “armi” per rispondere all’ostracismo, quasi una censura in piena regola, che ha colpito il Breviario e, nello stesso tempo, si siano dimostrate molto utili a capire quello che è il sale della vita: l’eros e l’alchimia di coppia.

Giuseppe Chielli

(direfarescrivere, anno XV, n. 161, giugno 2019)
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