Anno XIV, n. 153
ottobre 2018
 
La recensione libraria
Non solo favole della buonanotte:
come raccontare e tramandare
la vera forza alle nuove generazioni
Elena Favilli e Francesca Cavallo dagli Usa
all’Italia con storie di grandi donne coraggiose
di Maria Chiara Paone
In Italia non sono ancora passati cento anni dalle prime votazioni a suffragio universale, mediante le quali tutte le donne, di ogni ceto ed estrazione sociale, hanno potuto esprimere la loro opinione, affermare di avere una voce.
Ciò nonostante le rappresentanti del genere femminile di tutto il mondo, anche delle zone cosiddette “più avanzate”, si trovano ancora oggi a dover lottare per la loro indipendenza, per non essere più rappresentate come “il sesso debole” o, per lo meno, non avere indosso un’etichetta che sia fonte di vergogna e di inferiorità rispetto agli uomini.
È un cammino complesso, quello che porta alla consapevolezza della parità di genere, e si può compiere solo gettando delle solide basi, attraverso la conoscenza, fin dalla più tenera età.
Un ottimo punto di partenza può essere Fiabe della buonanotte per bambine ribelli (Mondadori, pp. 212, € 19,00); un progetto delle menti di Elena Favilli e Francesca Cavallo, rispettivamente – tra le tante cose – giornalista e autrice di origini italiane e fondatrici del Timbuktu Labs, un progetto dedicato all’innovazione dei media dedicati all’infanzia.

Forza e fragilità
Il libro, pubblicato prima in America grazie a una massiva operazione di crowdfunding, è una raccolta di ritratti di cento donne, di tutte le età, che hanno fatto la storia, superando i limiti imposti non solo dal loro sesso ma dalla loro epoca, e, talvolta, dalle loro stesse insicurezze. Come nel caso di Michelle Obama, la ex first lady americana che quando era bambina riuscì a superare la sua paura del fallimento grazie alle parole di sua madre: «Se si può fare, puoi farcela!».
Vi sono molti personaggi storici tra cui Ipazia e Ada Lovelace che, in tempi assolutamente diversi, portarono il progresso nel campo della matematica; grandi governatrici partendo da Cleopatra e dall’imperatrice giapponese Jingū fino ad arrivare a Caterina la Grande, Elisabetta I e, tra le più “moderne”, Evita Perón. Sono rappresentate inoltre moltissime artiste, tra le tante Jane Austen, le sorelle Brontë e Virginia Woolf per la scrittura; Alicia Alonso per la danza, che è riuscita a diventare una delle prime ballerine del New York City Ballet nonostante fosse diventata quasi cieca; Frida Kahlo e Artemisia Gentileschi per la pittura; Joan Jett e Sonita Alizadeh per la musica… vi sono perfino due piratesse, Grace O’ Malley e Jacquotte Delahaye!
Non mancano ovviamente nomi italiani tra cui spiccano quelli della ciclista Alfonsina Strada, la partigiana Claudia Ruggerini, le scienziate Margherita Hack e Rita Levi Montalcini e l’educatrice Maria Montessori.
Ogni vita è raccontata come una favola; molte volte l’incipit è proprio il classico “c’era una volta” in cui finalmente le donne non sono damigelle da salvare ma eroine della propria storia, con i loro punti di forza e le loro fragilità. La modalità del racconto è giocosa, essendo destinato anche ai bambini, e le autrici sono riuscite a esprimere, in maniera molto delicata, episodi difficili o strazianti – a esempio la depressione di Virginia Woolf, che la portò al suicidio. In questi casi non fanno solo mera cronaca ma cercano anche di incoraggiare i giovani lettori a chiedere aiuto quando si ha bisogno e a incanalare quelle ansie e quelle debolezze.
Infatti, come affermano le autrici nella loro Prefazione: «Tutta questa fiducia non è qualcosa che le donne sperimentano molto spesso. E noi non la diamo per scontata. Come potremmo? La maggior parte delle donne straordinarie che compaiono in questo libro non ha mai ricevuto niente del genere. Qualunque fosse l’importanza delle loro scoperte, l’audacia delle loro avventure, la portata del loro genio, sono state costantemente sminuite, dimenticate, in alcuni casi quasi cancellate dalla storia. È importante che le bambine capiscano gli ostacoli che le aspettano lungo il cammino. Ma è altrettanto importante che sappiano che questi ostacoli non sono insormontabili […] possono anche rimuovere questi ostacoli per le bambine che verranno dopo di loro, proprio come hanno fatto queste grandi donne».

Un caleidoscopio di personalità
Ad accompagnare le descrizioni delle gesta di queste cento donne vi sono altrettanti ritratti, realizzati da sessanta artiste che hanno dato la loro interpretazione dei personaggi, ognuna con il proprio stile personale e la propria visione; un ritratto a cui veniva poi sovrapposta una citazione della donna in questione.
Il libro inoltre, essendo pensato per l’età dell’infanzia, è personalizzabile e comprende non solo la classica etichetta su cui scrivere il proprio nome ma delle pagine finali interattive su cui la bambina, o il bambino, potrà scrivere e disegnare la propria storia.
Ci troviamo di fronte a un’opera che, ormai corredata della seconda parte da qualche mese, può veramente portare tutti i bambini, e si spera anche gli adulti, a una consapevolezza della propria identità unica e irripetibile.

Maria Chiara Paone

(direfarescrivere, anno XIV, n. 153, ottobre 2018)
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