Anno XV, n. 162
luglio-agosto 2019
 
La recensione libraria
La poesia di Pirandello. Quei versi
poco conosciuti che anticipano
in parte i capolavori della maturità
Da Augh! edizioni un dettagliato saggio
sulla parabola lirica dello scrittore Premio Nobel
di Maria Costanzo
«Del resto lei sa che la letteratura italiana è sempre stato un casellario dove i varii autori sono stati tutti disposti ciascuno con il suo bravo cartellino. Io sul mio porto scritto narratore o, se vuole, novellaro».
Così Luigi Pirandello, parlando della propria produzione in versi, spiegava il perché essa fosse considerata secondaria rispetto alle opere in prosa. Ma se è vero che l’autore di Girgenti raggiunse la notorietà e la definitiva affermazione con Il fu Mattia Pascal e il saggio L’umorismo, altrettanto vero è che la poesia riveste un’assoluta centralità nell’opera del siciliano, soprattutto all’inizio della sua carriera letteraria.
A questa componente, spesso trascurata e poco conosciuta, dell’universo pirandelliano è dedicato il saggio Pirandello poeta. Il verso come “serio comento a questa fantocciata della vita” della giornalista Selene Gagliardi (Augh! edizioni, pp. 172, € 9,90).
Tacciata di “scolasticume” e di scarsa sperimentazione linguistica, l’opera poetica di Pirandello è stata gradualmente riscoperta solo a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso.

Un poeta nascosto
Perché rivalutare il Pirandello poeta, dunque?
Gagliardi fornisce due interessanti motivazioni. L’analisi delle liriche giovanili è fondamentale per comprendere l’evoluzione del pensiero pirandelliano, presente già, in nuce, nei versi che anticipano i capolavori della maturità. La seconda ragione si colloca all’opposto: alcuni temi, quali l’amore e l’entusiasmo per la vita, sono presenti soltanto in queste prime composizioni e vengono successivamente abbandonati.

La struttura
Il saggio si presenta come un excursus sull’intera produzione poetica partendo dagli esordi con Mal Giocondo (63 liriche composte da adolescente tra il 1882 e il 1889) per arrivare alle liriche dell’età matura e alla raccolta Fuori di chiave (1892-1910), celebrata dalla critica e considerata dall’autrice l’opera in versi tipica del girgentino.
Del Pirandello poeta vengono messe in luce le peculiarità: la varietà nella forma e nel contenuto; la presa di distanza dai due grandi poeti contemporanei, Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio; la vena umoristica presente in Fuori di chiave, vero punto di svolta e acme della produzione in versi dello scrittore; i temi propri della sua visione del mondo: la scomposizione dell’Io, l’assurdità dei meccanismi sociali e l’illusorietà degli ideali.
Il testo è corredato da un ricco apparato di note, una tavola cronologica della produzione in versi e un’appendice testuale, che consentono di seguire puntualmente la disamina condotta dall’autrice.

L’eredità
Il saggio di Gagliardi apporta un significativo contributo a un campo d’indagine non ancora del tutto esplorato. Se è innegabile il prestigio di cui godono le opere maggiori del Premio Nobel, è certamente da condividere l’auspicio manifestato dall’autrice: che altri studiosi, cioè, possano cimentarsi nel compito di approfondire gli aspetti meno conosciuti dell’opera pirandelliana, restituendo così in tutta la sua grandezza la straordinaria multiformità dell’autore di Girgenti.

Maria Costanzo

Bibliografia
Ivan Pupo (a cura di), Interviste a Pirandello. “Parole da dire, uomo, agli altri uomini”, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2002.

(direfarescrivere, anno XII, n. 128, agosto 2016)
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