Anno XVI, n. 175
luglio,agosto 2020
 
La cultura, probabilmente
Con Progetto Cultura 2003 i libri decidi
se e quanto pagarli! E solo dopo averli
letti, sulla base delle emozioni suscitate
Puntando su tale innovativa idea, la casa editrice romana avvia
un’interessante collana: per promuovere la letteratura di qualità
di Annalisa Pontieri
Chi dice che non ci sia nulla di nuovo sotto il sole non dice verità, perché qualcosa si muove… Nuove idee nascono – cose anche impensabili fino a ieri: chi avrebbe mai pensato a pagare un libro solo dopo la lettura e quantificarlo solo in base al piacere derivatone? –, rivoluzioni silenziose e non violente votate a coinvolgere, più che sconvolgere, facendo leva su sane passioni. Proprio quelle sane passioni che spesso, presi da mille impegni, rimandiamo di coltivare giorno dopo giorno, accontentandoci della solita “minestra riscaldata”, soprattutto in un paese come il nostro dove il leggere – nonostante il vantaggio che grandi capolavori della letteratura mondiale parlino la nostra stessa lingua – non è affatto uno dei passatempi preferiti.
Di certo non si può colpevolizzare il solo pubblico: la responsabilità di tale stato di cose è anche del mercato editoriale, che molte volte dà alle stampe prodotti non proprio meritevoli di tanta attenzione, cestinando spesso – come da copione – opere ragguardevoli.
Quandanche, superato l’esame dell’editore, un testo riesca ad essere pubblicato, raramente ha la fortuna di non essere storpiato dal processo produttivo.
Quanti capolavori abbiamo potuto rinvenire tra pagine malamente tagliate e ancor peggio stampate, con numerosi refusi! Quanti libri, anche dai costi esosi, sono rimasti invece sul comodino ad impolverarsi con la speranza che pagina dopo pagina qualcosa accadesse, fino ad arrivare a poco meno della metà e rassegnarci che la storia mai sarebbe decollata.

Un nuovo oggetto libro
Eppure ci sono testi per così dire “diversi”, che a fatica li definiresti tali, perché nulla hanno a che fare con l’idea tradizionale dell’oggetto libro. Sono quelli delle Edizioni Progetto Cultura 2003.
Questa casa editrice romana – nata come si evince dallo stesso nome tre anni or sono e il cui amministratore unico è il “giovane pieno di esperienza”, Marco Limiti – ha lanciato, tra le altre cose, una “piccola” collana, Il filo della fiducia, con l’intento di valorizzare la lettura. Ha esordito al “Parcopoesia” 2004 a Riccione con una distribuzione gratuita di libri, a cui altre sono seguite, in occasione delle più importanti fiere, come “Più libri più liberi” e “Salone del libro” di Torino.
I titoli proposti sono di argomento letterario, brevi racconti di 16 pagine di piccolo formato (10x7 cm) e impaginazione elegante su carta vergata avoriata da 90 gr.
Una chicca: tutte le pagine sono percorse da un filo che parte dalla copertina, su cui è raffigurato un uomo che legge, fino alla quarta di copertina dove si ricongiunge con il logo della casa editrice.

Un mercato “anomalo”!
La novità proposta risiede, oltre che nelle dimensioni del prodotto, soprattutto nel fatto che i libri non hanno un prezzo di copertina. Sarà infatti il lettore a fissarlo, ma solo dopo averlo letto: un costo che renderà conto quindi delle emozioni suscitate, su Il filo, appunto, della fiducia tra editore, lettore e anche autore. Il prezzo verrà corrisposto alla casa editrice con l’acquisto di altre pubblicazioni per un valore pari alle emozioni provate.
Tra editore e lettore si apre una vera e propria scommessa, che il primo lancia, intimamente convinto di poterla vincere, puntando molto su autori tutti esordienti, e come tali contemporanei, da poter proporre ad un pubblico giovane.
Tra i narratori che hanno aderito all’iniziativa de Il filo della fiducia troviamo: Michele Ainzara con Il Sondaggio – che abbiamo letto e recensito per voi –; Antonio Giuseppe Valenti, con Puff! e l’onomatopea. Storia di un uomo che disparve e Silvia Pingitore, con Fuori tema in cui è descritto il rapporto che i giovani romani hanno fra loro e con la loro città. Tra i poeti Gabriel Del Sarto, con L’incendio e Alessandro Monticelli, con Made in Italy.

Il coraggio di agire
Lo scopo principale è la promozione della lettura in un paese dove la vita frenetica ti toglie anche il gusto di entrare in libreria e di sfogliare un volume.
Con coraggio, questa casa editrice cerca di diffondere in maniera capillare (senza distributori) e gratuita libri di qualità, con l’unico vantaggio di poterne ricavare grande e duratura visibilità evitando di appoggiarsi ad una catena di distribuzione canonica e catturando potenzialmente anche nuovi autori su cui poter continuare la scommessa.
Un nuovo concetto di editoria che prescinde dunque da politiche di prezzo, da ideologie di mercato e da scelte spesso dettate dal nome dell’autore.
Chi si fosse incuriosito può consultare il sito www.progettocultura.it e può chiedere maggiori informazioni all’indirizzo email info@progettocultura.it.

Il sondaggio
Anche noi, di direfarescrivere, abbiamo scelto di partecipare a questa iniziativa davvero originale, attraverso la lettura de Il sondaggio di Ainzara.
Un’opera attualissima, nella presente congiuntura storico-politica, in cui i sondaggi si gettano in faccia ai propri interlocutori come fossero dogmi sacrosanti.
Beh, se possibile, questo breve racconto fa riflettere anche sulla veridicità di questi tanto osannati strumenti di opinione.
Protagonista è un anonimo uomo della folla, svagato e libero dalla fretta, che si presta a rispondere alle domande di ben quattro intervistatori: i primi due lo interrogano su “amenità”, quali l’uso di cosmetici e sulle vacanze tipo, gli altri su un argomento tanto scottante qual è la droga e i relativi atteggiamenti.
A tutti l’uomo della folla risponde con gentilezza – perché «bisogna essere proprio degli egoisti per non dedicare neanche cinque minuti al prossimo» – e il suo essere anonimo si compensa con diverse identità che per il tempo dell’intervista lo evolve dalla moltitudine. Da impiegato felicemente sposato, a divorziato con figlio a carico, ad eterno fidanzato, queste le caratteristiche sociali dell’uomo della folla. Ma nelle ultime due interviste l’identità si stravolge completamente: l’ex eroinomane uscito dal tunnel della droga con le sue sole forze, che presta la sua firma a sostegno delle comunità di recupero, e il rampante controllore di volo che fuma marijuana durante il turno notturno nello sgabuzzino delle scope e che fa ricredere anche l’intervistatrice su quella che credeva la “buona causa” della liberalizzazione delle droghe leggere, perché può essere vero che «una canna non ha mai ammazzato nessuno», ma quando si ha la responsabilità di vite altrui…
Ecco perché infine il nostro non crede ai sondaggi: «sono così manovrabili»!

L’autore
Ainzara, classe 1969, ha già pubblicato per questa casa editrice altre opere – L’aereo, La veggente, i casi della vita, Il parcheggio e Numero verde – , di alcune di esse è possibile leggere gli incipit on line.
Un buon assaggio di una scrittura pacata, mai esasperata, che fino all’ultimo lascia in sospeso la comprensione del significato più profondo di ciò che si legge, significato che si oggettiva nel finale ad effetto, che lascia, infatti, riflettere.
A ragione, Progetto Cultura 2003 ha deciso di puntare su questo giovane che si sta facendo largo anche nel mondo dei cortometraggi, della pubblicità e del teatro.
Largo ai giovani dunque e largo alle capacità: perché non contano più i nomi da quando è in azione tale piccola casa editrice... solo le idee mutate in parole!

Annalisa Pontieri

(direfarescrivere, anno II, n. 4, maggio 2006)
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