Anno XIV, n. 151
agosto 2018
 
La cultura, probabilmente
Come si può trovare la felicità?
Svelando il velo di Maya, per una vita
“fuorilegge” in un mondo di apparenze
Un romanzo di Margherita Salvador che infrange i muri
del pregiudizio e ci rende davvero vivi. Da Infinito edizioni
di Gilda Pucci
Come difendersi dalle apparenze? Riconoscere quei meccanismi che regolano la società, individuare le mosse dei burattinai (che tendono le fila, delimitano i giochi) e quelle dei burattini, insieme alle leggi “spietate e invisibili” che alimentano i pregiudizi di una comunità e ne fondano i dogmi, è fondamentale per slegarsi da tutti gli obblighi e da quelle strutture che ci imprigionano e non ci fanno vivere bene.
Infrangere le difese che la società, il nostro Super-Io, ci impone per agire liberamente come un bambino che tasta il terreno per la prima volta e sa ancora stupirsi, senza limiti mentali o di altra natura, è il suggerimento che ci dà Margherita Salvador, autrice del romanzo psicologico Il mondo delle apparenze, (Infinito edizioni, pp. 368, € 18,00), tra i libri appartenenti alla “scuderia letteraria” di Bottega editoriale.

La libertà di scelta
Il testo è un’esortazione alla vita che va vissuta nella sua pienezza, un’armatura e uno scudo contro le intemperie dei formalismi e degli obblighi sociali, un cammino salvifico, soprattutto psicologico, verso la consapevolezza di regole prestabilite, imposte e la scelta di non dipenderne, verso una rivoluzione interiore e l’affermazione di una sicurezza personale. È così che la donna diventa magnetica, si genera in lei l’ambizione e la voglia di far carriera, oltre che il desiderio di essere libera come il vento, di abbandonarsi all’avventura in giro per il mondo e all’amore slegato da vincoli. Tutte caratteristiche che all’epoca dell’autrice erano delle vere e proprie trasgressioni nel mondo femminile come lo si intendeva: pieno di tabù.
Il libro rappresenta una rottura degli schemi e degli stereotipi, dove una taglia 42 andava più che bene e si mostra come un chiaro invito ad imbracciare la strada della libertà nel senso più ampio del termine, un percorso che intraprende prima fra tutti la scrittrice.
«Margherita Salvador, testimonia l’importanza del prendersi cura di noi stessi, anche entrando in contatto con figure assoggettate alla logica del potere, con le esortazioni a mantenere alto il senso critico e con una connessione profonda con la nostra parte più vera, riuscendo a curare vecchie ferite», scrive a proposito del testo la psicologa e psicoterapeuta Patrizia Arcuri, autrice della Prefazione al testo.
Un romanzo interessante e profondo, una guida verso il raggiungimento della felicità o almeno della verità, in cui si percepisce la volontà di spiegare le ali pur consolidando sempre più le nostre radici nel terreno; la Salvador, infatti, non ci regala solo una storia, ma ci offre con il proprio stile impeccabile, chiaro, dal tratto semplice, incisivo e umano, gli strumenti per comprendere passo passo chi siamo fuori dalle logiche di uno schema e oltre le alte mura di una fortezza in cui cerchiamo di sopravvivere quotidianamente. E allora si assiste a scontri generazionali, ad amori che si rincorrono solo per una primavera, ma forse più intensi di altri di gran lunga più duraturi, si presentano esperienze insolite, si “urla allo scandalo”, dal quale si profila una crescita formativa e una riflessione open mind.

Alla ricerca della felicità
La felicità sta lì a due passi da noi, basta solo scoprire il velo di Maya che avvolge il mondo apollineo delle belle forme dell’apparenza e afferrare il dionisiaco che sta in profondità. Un testo vero fino all’ultimo rigo, un romanzo che sicuramente ci dà la possibilità di vedere il mondo al di là della superficialità che lo avvolge, dove anche lo yoga si dimostra inefficace al raggiungimento del nostro karma ed equilibrio, perché è solo una salvezza momentanea; il libro induce il lettore ad andare oltre, a modificare la struttura del nostro mondo psichico che regge di conseguenza tutta la sovrastruttura di cui è fatta la nostra vita. In sintesi, piuttosto che voler cambiare il mondo, la vera rivoluzione sarebbe cambiare noi stessi. «Il segreto non è correre dietro le farfalle. È curare il giardino perché esse vengano da te».
Il romanzo è scorrevole, curioso, ricco di aneddoti, di emozioni, di vite che si incrociano a quella complessa e mutevole della protagonista. Un libro attento, piacevole e di spessore, una lezione robusta che paradossalmente non sa di lezione; qui sta per l’appunto l’abilità della Salvador che riesce a trattare argomenti di una certa consistenza con assoluta leggerezza. L’autrice si apre totalmente e con la massima trasparenza ai suoi lettori e in questo tacito accordo sta la bellezza del tutto e la chiave di lettura per comprenderne il senso. Margherita Salvador, inoltre, ci mette in connessione con noi stessi, operazione indispensabile per comprendere l’altro, il suo ulteriore punto di vista, le visioni alternative che ci propone sul mondo, diverse dalle nostre, a conferma del fatto che siamo circondati di sola apparenza. Un’opera davvero meritevole e sofisticata, dunque, di cui consigliamo la lettura.

Gilda Pucci

(direfarescrivere, anno XIII, n. 143, dicembre 2017)
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