Anno XIV, n. 155
dicembre 2018
 
La cultura, probabilmente
Una gioventù bruciata dalla triste realtà,
una lunga serie di scelte sbagliate
ma, infine, la rinascita e la redenzione
Giovanna Cantatore, per Planet Book, ci racconta la storia
di Agnese, piccola grande donna e del suo amore per la vita
di Gilda Pucci
Un testo di formazione che insegna come l’incontro con l’altro sia necessario per capire, per conoscere se stessi. Il messaggio che viene trasmesso è quello di non perdere la speranza, quel senso di nuova vita, di non rassegnazione che solo l’amore sa restituire; tutto questo è il romanzo Rinasco nei tuoi occhi, opera di Giovanna Cantatore per Planet Book – marchio editoriale della Csa editrice – e che fa parte della “scuderia letteraria” di Bottega editoriale (pp. 136, € 12,00).
L’autrice tesse trame attuali in cui il denaro è, ovviamente, centrale in questa società dei consumi (e del consumismo) e muove tutto, ma, alla fine, si viene a comprendere come questo non sia fondamentale come l’amore e i sentimenti, il solo a restare autentico quando tutto passa, in una società in cui tutto è effimero.
I legami affettivi restano e devono sempre essere la vera scelta dei protagonisti.

Rinascere dall’amore
Quella narrata è la storia di una ragazza, Agnese, che vive nel bel mezzo della crisi economica italiana. In un primo momento la giovane deve far fronte alla perdita del lavoro del padre e, in seguito, al declino economico e sociale della famiglia. Queste esperienze segneranno inevitabilmente la sua vita; il dolore e, nel contempo, il desiderio di voler aiutare i propri cari la condurranno a incontri e scelte, purtroppo, sbagliate.
In questo contesto di sofferenze e disagio, l’universo di spensieratezza che circondava la fanciulla nel suo periodo felice, verrà sostituito con quello in cui la volontà e la forza di rialzarsi dalle difficoltà la faranno da padrone: Agnese si troverà catapultata nel mondo degli adulti, pieno di insidie, di sfide da affrontare, di passioni e di amori.
Ed è proprio sull’amore che si concentra l’autrice, che rappresenta come unico faro nella notte, e che rende la colonna portante del testo, perché è l’unico sentimento vero e inimitabile che non conosce confini e non ammette limiti, l’unico dal quale si può rinascere. Proprio a questo concetto possiamo attribuire la scelta del titolo del libro, di cui si sente un richiamo e un omaggio a Jorge Riechmann e al suo dittico, «Ogni volta che mi guardi nasco nei tuoi occhi».

La presenza dell’anima
Il romanzo è molto bello, profondo, in certi passi anche commovente, soprattutto quando la responsabilità di ogni problema ricade su una ragazzina che è costretta a mettere da parte il suo mondo spensierato troppo presto.
Agnese è una ragazza profonda, romantica, dolce, delicata, empatica, comprensiva; mostra le sue fragilità e le sue debolezze, anche attraverso una rigidità che utilizza solo per difendersi dalle “botte” della vita. Agnese è speranza, attraverso i suoi occhi il lettore comprenderà che «l’amore non urla, ma comprende. Non picchia, ma bacia. Non uccide, ma lascia vivere». L’amore non è mai violenza e possesso, e questo è un messaggio molto importante da trasmettere, soprattutto in questi tempi in cui il femminicidio è ancora “giustificato” da questi sentimenti malati.
Esperienze sbagliate, viscide, sporche, tutto sopportato e subito per amore della sua famiglia, ma è proprio quell’amore che lei riserva ai suoi affetti che le ritornerà indietro rinascendo in qualcuno che le cambierà la vita.
Lo stile è unico, con una scrittura più che mai introspettiva, i personaggi ben costruiti, risultando veri più che mai. Per mezzo di loro emerge l’anima dell’autrice. Il messaggio è semplice: «cerca un amore che ti riempia. E una passione che ti distrugga allo stesso tempo». Sicuramente però l’amore se tutto sopporta, dall’altra parte tutto spera, ed è paziente e gentile, come diceva qualcuno. L’amore è la medicina che ci consente di attribuire alle nostre fragilità un senso, convertendole in punti di forza. La storia di Agnese può essere la storia di tante donne coraggiose che cambiano la propria esistenza.

Gilda Pucci

(direfarescrivere, anno XIV, n. 155, dicembre 2018)
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