Anno XIV, n. 155
dicembre 2018
 
Un editore al mese
Bollati Boringhieri: da settore a caposaldo
integrando la cultura scientifica all’umanistica
Una visione sulla storia e sul catalogo della casa editrice
torinese, con uno sguardo sulla contemporaneità mondiale
di Gilda Pucci  
La Bollati Boringhieri ha una storia molto particolare, che dimostra come sia possibile l’emancipazione da uno dei colossi dell’editoria per poi emergere e diventare uno dei capisaldi del proprio settore. Infatti è nata nel 1957 da una costola dell’Einaudi, sotto la guida di Paolo Boringhieri, all’epoca direttore delle edizioni scientifiche della stessa Einaudi. L’intento che la casa editrice torinese si pose durante i primi anni di attività fu quello di mediare tra «le due anime» come sono descritte nel loro sito; quella degli studi scientifici (quindi matematica, logica, fisica, scienze naturali) e quella delle materie umanistiche e delle cosiddette “scienze morbide”, vale a dire storiografia, sociologia, antropologia, filosofia, discipline della psiche e storia dell’arte.
Si genera così un catalogo multiforme di autori tra cui spiccano anche nomi illustri dei vari campi, come Albert Einstein, Sigmund Freud, Carl Gustav Jung, Vilfredo Pareto, Vladimir Propp, Bronisław Malinowski, Marcel Mauss, Mircea Eliade e Georges Dumézil, insieme a personalità più “classiche” come quella di Eschilo, Niccolò Machiavelli, Giacomo Leopardi, e così a seguire.
Nel 1987, grazie all’intervento di Giulio Bollati che entrò a far parte dell’azienda, nascono nuove collane dedicate sempre a un’integrazione tra cultura scientifica e umanistica; ci si apre verso il mondo della storia contemporanea, della letteratura (tra narrativa e saggistica) e persino della memorialistica.
Nel 1998, due anni dopo la scomparsa di Giulio Bollati, il catalogo venne riorganizzato in quattro aree: arte e letteratura, storia, filosofia e scienze sociali, scienze e psicologia, mentre nel 2009 la casa editrice passa al gruppo editoriale Mauri Spagnol, di cui ancora fa parte.
Il catalogo, consultabile sul sito della casa editrice (www.bollatiboringhieri.it/), dinamico e immediato, è molto ricco e variegato e ne vedremo insieme qualche titolo interessante.

Il catalogo e le novità della casa editrice
Tra le nuove proposte c’è Sulla vocazione politica della filosofia di Donatella Di Cesare (pp. 178, € 15,00), un testo che tratta del ruolo della filosofia nella società odierna, sopravvissuta a rovesci epocali, ma che ora è figlia di una democrazia che non esiste più, confinandola a un ruolo pro forma; poi abbiamo L’America sottosopra di Jennifer Haigh (pp. 506, € 18,50), un romanzo avvincente ambientato in Pennsylvania, in cui, tramite la presentazione di personaggi con vissuti (e famiglie) differenti si va a delineare la condizione dell’America rurale dei nostri giorni, divisa tra il disincanto e la speranza ancora viva del “sogno americano”; si ricordi poi La vita uccide in prosa di Hans Tuzzi (pp. 152, € 14,90), un giallo in cui si va indietro all’Italia di fine anni ’80 attraverso gli occhi del commissario Melis. Altro titolo interessante tra le novità è Nel labirinto delle paure. Politica, precarietà e immigrazione di Aldo Bonomi e Pierfrancesco Majorini (pp. 158, € 15,00), un testo che si interroga in modo poliedrico sulla contemporaneità, facendo notare come la crisi che stiamo attraversando in questi anni non sia meramente economica, ma anche climatica, sociale e umana innanzitutto.
Attraverso il sito, su cui ci si può registrare, è possibile attuare una ricerca mediante i suggerimenti di lettura personalizzati, un ottimo metodo per avere sempre sotto controllo le aree tematiche che più ci aggradono.
Da questa varietà si nota come la mission della casa editrice sia quella di informare oltre che allietare, scegliendo di non pubblicare esclusivamente romanzi d’evasione, ma di costruire, con i giusti strumenti, menti critiche e lettori più equilibrati.

Una fotografia della realtà
Bollati Boringhieri è la rappresentazione di una società che cambia in continuazione e che cerca di raccontarsi e migliorare attraverso la pubblicazione dei propri titoli. Come nel saggio La morte si fa social di Davide Sisto (pp. 148, € 16,50) in cui si riflette sulla condizione della morte che, in un’epoca così determinata (o dipendente?) dai social network, non esisterà più veramente, tra intelligenze artificiali e la consapevolezza di aver creato sul web una piazza pubblica in cui esprimere i propri lutti.
Certamente prima di un’indagine sociale c’è un’indagine individuale condotta sull’essere umano; infatti sin dagli esordi la casa editrice si occupa di psicologia e discipline introspettive che mirano alla conoscenza dei comportamenti umani. Leggere, dunque, per agire, agire per cambiare, cambiare per crescere e migliorare, è questo lo slogan, il segno forte dell’editore, la svolta culturale a cui aspira la casa editrice: vedere con nuovi occhi, con altri occhi, plasmando attraverso menti sempre più aperte e aggiornate, un’umanità nuova e forse più giusta in cui l’essere umano possa riconoscersi in toto eliminando definitivamente i mali che lo affliggono da secoli. Una casa editrice tra pregressi consolidati e nuovi traguardi da raggiungere, che viene alimentata da serietà, professionalità e scoperta, un marchio rinomato e diffuso, sinonimo di garanzia ed evoluzione.

Gilda Pucci
(direfarescrivere, anno XIV, n. 155, dicembre 2018)
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